Settantacinque titoli, provenienti da 12 paesi: torna a Udine il Far East Film Festival, che dal 24 aprile al 2 maggio, al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e al Visionario, si conferma come uno degli osservatori più ampi e completi sul cinema asiatico in Europa. China Files si conferma anche quest’anno web media partner
Il programma include 8 world premiere, 18 anteprime internazionali, 21 europee e 20 italiane, ribadendo la vocazione del festival a portare sul grande schermo opere spesso inedite per il pubblico occidentale.
Anche quest’anno, forte la presenza di ospiti e super ospiti, tra cui spiccano Fan Bingbing – tra i volti più riconoscibili del cinema asiatico e non solo – Yakusho Koji, protagonista di Perfect Days, entrambi premiati con il Golden Mulberry for Outstanding Achievement.
Bingbing, già legata al FEFF fin dai primi anni Duemila, presenterà Mother Bhumi (2025), in cui interpreta una contadina vedova e guaritrice rituale – ruolo che le è già valso il Golden Horse Award come miglior attrice protagonista.
Yakusho, figura centrale del cinema giapponese degli ultimi decenni, sarà protagonista a Udine il 25 aprile insieme a Wim Wenders, in quello che si preannuncia come uno dei momenti più attesi di questa edizione. Il regista tedesco gli consegnerà il Gelso d’Oro alla Carriera, suggellando un sodalizio artistico tra i più interessanti del cinema recente, nato attorno a Perfect Days.
La sua presenza sarà accompagnata dalla retrospettiva Yakusho Koji – Perfect Roles, realizzata in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma / The Japan Foundation, che ripercorre alcuni dei titoli più significativi della sua carriera.
Come da tradizione, il cuore della selezione resta il cinema popolare, affiancato però da incursioni più autoriali e da omaggi al passato. Un equilibrio che negli anni ha definito l’identità del FEFF, rendendolo non solo una vetrina, ma anche uno spazio di lettura delle trasformazioni dell’industria cinematografica asiatica e delle sue urgenze narrative.
Ad aprire il festival sarà We Are All Strangers di Anthony Chen, dramma familiare ambientato nella Singapore contemporanea. Proprio Singapore, insieme al Vietnam, rappresenta una delle presenze più interessanti di questa edizione: per la prima volta con più titoli nella stessa line-up, Singapore arriva al FEFF anche con Ah Girl di Geck Priscilla Ang e The Old Man and His Car di Michael Kam.
A chiudere il festival, il 2 maggio, un film a sorpresa e, prima della proclamazione degli Audience Awards, il vietnamita Blood Moon Rite 8, remake del cult One Cut of the Dead.
Il cinema vietnamita, in forte espansione, si ritaglia infatti uno spazio rilevante nel programma, confermandosi come uno dei nuovi poli emergenti dell’industria asiatica.
Accanto a queste novità, il FEFF continua a valorizzare i grandi protagonisti regionali. Dal Giappone arriva uno dei titoli più attesi, Kokuho – Il maestro di kabuki di Lee Sang-il, kolossal visivamente ambizioso e già campione d’incassi, mentre la Corea del Sud punta su produzioni ad alto impatto come The King’s Warden e su opere più legate all’attualità come The Seoul Guardians, primo documentario in concorso.
Non mancano nuove sperimentazioni come lo spazio dedicatto alle Vertical Stories, formato breve pensato per la fruizione su smartphone che il festival introduce come uno dei segnali più evidenti dell’evoluzione dell’audiovisivo contemporaneo.
Come da tradizione, saranno gli spettatori a decretare i vincitori degli Audience Awards (Gelso d’Oro, d’Argento e di Cristallo), mentre due giurie specializzate assegneranno i premi tecnici: il Gelso Bianco per la migliore opera prima e il riconoscimento alla migliore sceneggiatura.
Ma il FEFF non si esaurisce nelle sale.
Per nove giorni, Udine si trasforma in un ecosistema diffuso che va ben oltre le proiezioni: una full immersion fatta di incontri, talk, rassegne stampa live quotidiane, red carpet e percorsi dedicati a industria, giornalismo e formazione. Accanto a Focus Asia, la sezione industry del Far East Film Festival, trovano spazio gli itinerari di Bambù, la rassegna stampa asiatica quotidiana di Giulia Pompili e Francesco Radicioni, e le attività didattiche del FEFF Campus, I FEFF Talks e gli incontri di Ties That Bind, programma di workshop che mette in connessione professionisti tra Asia ed Europa.
E non solo: oltre cento, gli eventi collaterali tra spettacoli, workshop, K-pop dance fight, cerimonie tradizionali, incontri, degustazioni e dj set che ridisegnano lo spazio urbano, portando l’Asia fuori dallo schermo e dentro la quotidianità, e trasformando il centro in una vera e propria Asian Zone.
In questo equilibrio tra divullgazione e lettura puntuale del presente, il Far East Film Festival continua a funzionare come punto di contatto tra Europa e Asia, offrendo ogni anno una fotografia aggiornata di un panorama in continua evoluzione.
A cura di Roberta Moncada
