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Dialoghi – Cina verde: a spasso nei parchi urbani

In Cultura, Dialoghi: Confucio e China Files by Vittoria Mazzieri

Le politiche statali cinesi promuovono la nascita di parchi pubblici nelle città, con l’obiettivo di integrare la natura nell’ambiente urbano. Xi parla di una “città incentrata sulle persone”. I parchi, intanto, sembrano su misura per gli anziani. “Dialoghi: Confucio e China Files” è una rubrica in collaborazione tra China Files e l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano. Qui per le altre puntate

Una Pechino sempre più verde

“Giardini tascabili” (口袋公园 koudai gongyuan) e “città-foresta” (森林城市 senlin chengshi) sono due delle espressioni recentemente adottate dalle autorità di Pechino per introdurre nuove misure volte a migliorare gli spazi verdi nel contesto urbano. La capitale conta già per l’esattezza 1.136 parchi, che ogni anno ospitano oltre 1.100 attività ecologiche e culturali. Tra questi, cita il Beijing Daily, figura il concerto delle Colline Occidentali che nel nome completo include anche “a zero emissioni di carbonio” (零碳北京西山森林音乐会 Ling tan Beijing Xishan Senli yinyuehui). Si tratta di un evento culturale incentrato su temi ambientali, la cui quindicesima edizione si è svolta a giugno 2025 presso il Parco Nazionale Xishan, nella periferia ovest di Pechino: musica classica, bancarelle e divieto di vendita dell’acqua in bottiglia e di programmi dell’evento stampati su carta, per promuovere comportamenti ecologici.

Secondo le stime, i parchi della capitale attraggono ogni anno oltre 500 milioni di visitatori, generando più di 10 miliardi di yuan di entrate in settori correlati come ristorazione, alloggio e turismo. Visti i benefici sia sul fronte dell’intrattenimento sia sull’aspetto ambientale, Pechino punta a costruirne altri 200 entro dieci anni. Le 15 nuove misure introdotte, divise in cinque aree chiave, puntano a “integrare le città nella natura” (要让城市融入大自然 yaorang chengshi rongru da ziran), creando parchi più ampi, inseriti nel contesto urbano e dotati di servizi di vario tipo, dai servizi igienici alle attività ristorative.

Un punto importante riguarda la privatizzazione della gestione. Pur mettendo al primo posto il benessere pubblico, si legge, le autorità della capitale introducono ora la possibilità che la gestione dei parchi sia affidata a imprese professionali, con contratti fino a cinque anni. Con il termine “parco” si intendono sia aree di carattere storico che giardini di quartiere: il documento evidenza la volontà di sviluppare aree non asfaltate capaci di migliorare la qualità della vita dei residenti.

Urbanistica e governance urbana

Le misure di Pechino rispecchiano una tendenza nazionale degli ultimi anni. Secondo le stime ufficiali, il tasso di presenza del verde nelle aree urbane a livello nazionale ha superato il 43% e la superficie verde pro capite dei parchi ha raggiunto i 15,9 metri quadrati, con un aumento di 1,1 metri quadrati rispetto al 2020. Il 14esimo Piano Quinquennale 2021-2025 ha promosso lo sviluppo di “città-parco” adattate alle condizioni locali. Dal 2021 sono state introdotte una serie di misure che definiscono requisiti chiari per lo sviluppo di parchi e spazi verdi. Il nuovo Piano, il 15esimo, ha sottolineato gli imperativi di riqualificazione urbana e la costruzione di città a misura d’uomo, “incentrata sulle persone” (人民城市 renmin cengshi).

Citato dai media nazionali, il presidente della Chinese Society of Landscape Architecture (CHSLA), Li Rusheng, ha affermato che per costruire una città-parco serve una meticolosa attenzione ai dettagli nella pianificazione e nell’edilizia urbana. Le misure previste su scala nazionale si rivolgono anche ai milioni di migranti interni: secondo Li è importante che gli abitanti delle città “vedano le montagne, vedano l’acqua e ricordino le loro città natali”.

Durante il 14esimo Piano Quinquennale, la Cina ha aperto 19.000 “giardini tascabili” e inaugurato oltre 27.000 chilometri di greenway urbane, i percorsi verdi in ambito urbano: di questi, 4.700 “giardini tascabili” e 5.800 chilometri di percorsi verdi sono stati completati soltanto nell’ultimo anno.

È ormai assodato che le città cinesi abbiano intrapreso misure per ridurre l’inquinamento urbano e migliorare la viabilità: l’aria rarefatta dallo smog e il suono incessante del traffico a quattro e due ruote stanno lasciando spazio ad aree verdi e piste ciclabili che attraverso i centri urbani di tutto il paese. In un recente approfondimento di Dialoghi abbiamo infatti approfondito il settore delle e-bike, utilizzate ampiamente per spostamenti quotidiani, consegne di merci e momenti di svago. Sulle piattaforme social occidentali, gli utenti mostrano sorpresa nel constatare quanto metropoli immense come Shanghai e Pechino siano diventate effettivamente silenziose.

All’indomani dell’accelerazione senza precedenti del processo di urbanizzazione, in particolar modo nel decennio 2008-2018, la leadership cinese ha messo in pratica una strategia di programmazione di parchi pubblici urbani per contrastare i problemi legati alla cementificazione del suolo: aumento della temperatura dell’aria, isole di calore e impatti sulla salute e sulla vita quotidiana delle persone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità incoraggia i governi ad aumentare la disponibilità di spazi verdi urbani, in quanto capaci di fornire servizi ecosistemici regolatori essenziali.

Di fronte a problemi legati alla scarsità di spazio, il concetto di “giardino tascabile” rappresenta una soluzione efficace. Proposto per la prima volta dall’architetto paesaggista Robert Zion nel 1963 per riqualificare spazi abbandonati nei quartieri newyorkesi, come Harlem, il “pocket park” è una tipologia di giardino pubblico non previsto o pianificato nel progetto originale, creato quindi all’interno di isolati già esistenti. Rispetto ai parchi in senso tradizionale, i giardini tascabili si distinguono per la piccola superficie e la distribuzione discreta, l’elevato tasso di utilizzo e la facile accessibilità. Questo concetto si è adattato perfettamente allo sviluppo urbano cinese rapido, quando le autorità hanno cercato soluzioni efficaci per affrontare il degrado dell’ambiente urbano e la penuria di spazi verdi.

Un saggio del 2023 di Yang Bin e Hong Bo, tuttavia, evidenza le criticità più diffuse dei “parchi tascabili” in Cina. Pur citati nelle politiche ufficiali come componente chiave della rigenerazione urbana, nella pratica il governo nazionale e le autorità locali spesso non pubblicano né attuano standard chiari per la progettazione e la realizzazione di questi giardini, né ne garantiscono l’integrazione con politiche correlate, come quelle delle città-parco e delle città-foresta. Inoltre, si riscontra una scarsa manutenzione, dovuta all’enorme mole di compiti quotidiani e alla posizione di molti giardini in vie secondarie.

Fare ginnastica al parco

Una caratteristica della cultura cinese che colpisce subito un visitatore straniero è la grande presenza di anziani che si intrattengono e svolgono esercizio fisico nei giardini pubblici. Durante una permanenza in Cina, Jay Maddock, professore di salute pubblica alla Texas A&M University, ha osservato questo fenomeno con grande interesse al punto da volerlo indagare. Le statistiche raccolte da Maddock mostrano che oltre la metà degli utenti dei parchi cittadini sono anziani, a fronte di una percentuale che non supera il 15% negli Stati Uniti.

Ogni mattina, folle di anziani si riuniscono per danzare, praticare qigong o semplicemente fare ginnastica. La presenza di ellittiche e macchine per trazioni, progettate per esercizi aerobici moderati e allenamenti di forza delicati, è sempre più diffusa. Nel quinquennio 2021-2025, le amministrazioni locali hanno inaugurato 215 mila nuovi impianti sportivi nei parchi e nei giardini di quartiere, attraverso iniziative come “il ping-pong entra nei parchi” (国球进公园 guoqiu jin gongyuan).

La componente collettiva dell’esercizio fisico in Cina ha radici sia culturali che storiche: da un lato si rifà alle nozioni incluse dell’Huangdi Neijing (黃帝內經, Il Canone Interno dell’Imperatore Giallo), considerato pilastro della medicina tradizionale cinese; dall’altro, agli esercizi di gruppo promossi dal governo per decenni, dagli anni Cinquanta, plasmando le abitudini degli anziani di oggi. Molti parchi cinesi, secondo studi e ricerche, non sono progettati per bambini: si riscontra scarsità di canestri da basket o campi da baseball, mentre abbondando percorsi pedonali e attrezzature per adulti.

Le prodezze dei pensionati nei parchi cinesi meriterebbero un articolo a parte. Il web raccoglie numerose testimonianze di over 80 tonici che sfidano i ventenni più atletici, o di anziane che si dedicano ad attività insolite per mantenersi in forma. In un paese in rapido invecchiamento della popolazione, giardini pubblici sempre più diffusi e attrezzati possono rientrare pienamente tra i prodotti e servizi della cosiddetta “silver economy”, l’insieme delle attività economiche rivolte alle persone anziane: un settore strategico e in rapida espansione, valutato 7 trilioni di yuan nel 2024, con prospettive di crescita fino a 30 trilioni entro il 2035, circa il 10% del PIL cinese.