Lo scorso 11 novembre, il “Double 11” dello shopping compulsivo che ha fatto brindare Alibaba e JD, ha anche segnato un anniversario importante: i vent’anni di Tencent.

Il colosso hi-tech, è stato fondato nel 1998 in un vecchio edificio nel distretto Huaqiang a Shenzhen. All’epoca l’azienda contava solo cinque persone, Pony Ma, ancora al timone dell’azienda, era uno di loro. Nessuno si aspettava che Tencent diventasse uno degli arieti cinesi che hanno permesso il “Grande Balzo hi-tech” che il Dragone ha compiuto in questi anni. Ed è arrivato forse il momento per un ripensamento strategico per permettere all’azienda di continuare a scrivere l’agenda tecnologica cinese.

Wechat è senza dubbio ancora il leader nel settore della fintech, con quasi un miliardo di utenti attivi, rispetto agli 800 milioni di QQ. Senza contare gli oltre 800 milioni di utenti paganti disseminati nella galassia di app appartenenti a Tencent. Attualmente Pony Ma è uno degli uomini più ricchi della Cina, con un patrimonio stimato di circa 29 miliardi di dollari. Tuttavia il colosso hi-tech ha avuto un 2018 turbolento e Pony Ma è pronto a rimettersi in gioco.

“Crediamo che la prima fase del cosiddetto ‘mobile internet’ e ‘consumer internet’ stia volgendo al termine”, ha scritto Pony Ma in una lettera aperta ai dipendenti ad inizio novembre “il secondo passo, quello dell’ ‘industrial internet’ è già iniziato”.

Il messaggio è semplice: bisogna mettere in atto “un business alternativo“, a quelli attuali, con particolare riferimento alle classiche piattaforme di gioco online. Ad oggi, i tentacoli di Tencent si estendono infatti ad ogni sorta di settore. Dai prestiti online (WeBank) e le assicurazioni (WeSure) al sostegno sanitario online (Tencent Doctorwork). Anche nell’entertainment (Tencent Video) Tencent dice la sua. Ma circa due quinti delle entrate totali continuano a derivare dal gaming online. Decisamente troppo e questo è un problema per l’azienda.

Il ripensamento strategico di Tencent arriva nel bel mezzo del giro di vite voluto da Pechino proprio nel settore dei videogiochi via web. Non una mossa contro Tencent stessa, sia chiaro, piuttosto, come si legge nella norma stilata da Pechino, il governo è preoccupato per la dipendenza che i videogiochi creano tra le nuove generazioni. Senza contare anche i casi di miopia che sono drasticamente aumentati. La sospensione del governo di un videogame di Tencent lo scorso marzo è bastata affinché Pony Ma mettesse in atto un “piano B”. Ovvero un cambiamento a lungo termine, al fine di aprire le app dell’azienda verso servizi dedicati alle imprese. Segnando così “un nuovo inizio per i prossimi 20 anni della società”, come ha affermato il numero uno di Tencent.

Ma tante le sfide, a cominciare dalla concorrenza di Alibaba nel campo del “cloud service” impensieriscono il gigante di Shenzen. Tralasciando per un momento il settore della finanza digitale dove Tencent è un pioniere con WeChat Pay, la ricerca e l’uso dell’IA, sono una spina nel fianco per l’azienda. Tencent sembra non essere proiettata nel futuro e l’intera struttura sta invecchiando”, questa è la principale accusa che gli esperti di hi-tech lamentano, e hanno parzialmente ragione.

Tencent ha sicuramente cambiato le vite dei cinesi. Tuttavia tanti sono i player concorrenti e la compagnia dovrà ripartire proprio dai giovani per cavalcare ancora i trend del futuro. Per aumentare il suo appeal sui giovani, il colosso hi-tech nel mese di aprile ha riesumato una video app precedentemente accantonata chiamata Weishi. Questa è divenuta quasi un clone di Douyin, altra popolarissima applicazione video lanciata da Bytedance. Tuttavia la politica dietro lo sviluppo Weishi è stata messa sotto inchiesta sia dai netizen che dalle autorità competenti cinesi. Tencent è stata “accusata” di concorrenza sleale. Weishi è sì diventata l’applicazione gratuita più popolare sull’Apple Store, ma Douyin, così come altre popolari app rivali di Tencent, rimangono bloccate su WeChat.

Il gigante è sotto pressione, e sembra consapevole della situazione. ”Dobbiamo rimanere vigili”, ha detto Pony Ma. Recentemente diversi giovani ingegneri impiegati in Tencent hanno lasciato l’azienda per spostarsi in imprese più innovative come Bytedance e Kuaishou.

Nel settore hi-tech, senza una “prospettiva giovane, la tua azienda sta invecchiando, questo è l’ordine naturale”, ha detto Shi Zhifei, Professore all’Università Jiaotong di Pechino. “Penso che Tencent abbia bisogno di una sorta di auto-esame“, ha aggiunto. Tencent potrebbe vincere ogni battaglia. Il gigante di internet ha i numeri, il know-how e la tecnologia necessarie, tutto sta come se le saprà giocare.

di Cifnews 雨果网

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