Secondo le stime del Qianzhan Industry Research Institute, l’intero settore della rural commerce del Dragone toccherà i $240 miliardi nel 2020. Una crescita importante se paragonata ai numeri dell’anno scorso. Secondo un recente report della CCTV, sono ben 13 milioni i commercianti siti nelle aree più rurali del Paese che hanno deciso di abbracciare l’ecommerce per espandere il loro business. Sicuramente gli investimenti delle singole piattaforme e-commerce, congiuntamente anche alle politiche favorevoli del governo e al relativo rallentamento della corsa economica elle top tier cinesi come Pechino e Shanghai, sono stati tutti fattori che hanno influito positivamente sul decollo di questo settore.

Inoltre, anche lo scoppio della pandemia sembra aver influenzato positivamente, sebbene possa sembrare un paradosso. Nel picco di contagi in Cina, così come nella fase immediatamente successiva, il governo cinese ha incoraggiato modi innovativi per sfruttare il potenziale del mercato, specialmente nelle campagne.

Ecco quindi generarsi un circolo virtuoso che vede da una parte le piattaforme e-commerce pronte ad investire nel settore, dall’altro agricoltori pronti a diventare imprenditori vendendo i loro prodotti online. D’altronde alta è la domanda di prodotti freschi. Un relativo rafforzamento del potere d’acquisto della classe media nelle grandi città, ha portato anche ad un relativo cambio delle abitudini di consumo di quest’ultimi. Ora il consumatore medio cinese ricerca prodotti di qualità, freschi e genuini.

Tuttavia, nonostante l’intera filiera della rural commerce sia in crescita, “il settore si sta affrontando un enorme gap in fatto di talenti qualificati”, questo è quanto afferma un recente rapporto redatto dalla China Agricultural University. Secondo l’istituto universitario cinese “non basta solo avere un cellulare e filmare. Adesso bisogna essere anche capaci di fare marketing cercando di accontentare le richieste di un pubblico sempre più consapevole di ciò che compra”. D’altronde come afferma, Zhang Guowei, direttore del dipartimento live commerce di JD.com, “alcuni non hanno minimamente idea neanche di come si fa una sessione livestreaming”.

Tuttavia, visti i numeri ed il successo, la “rural commerce è entrata a pieno diritto in una seconda fase di sviluppo, dove sarebbe auspicabile un salto qualitativo delle produzioni video affrontando questo evidente talent gap”, ha affermato il professor Guo Pei nel rapporto dell’ateneo cinese.

Piattaforme come Taobao o JD.com hanno già creato centri di servizi rurali per stimolare il commercio elettronico nelle aree più periferiche del paese, fornendo non solo tecnologie, ma anche feedback su come realizzare sessioni livestreaming vincenti. Tuttavia, ad uscirne vincente è Pinduoduo, la terza piattaforma e-commerce cinese per volumi di affari. “Taobao e JD.com forniscono tecnologie come i droni per espandere la propria logistica Ma è stata la società di e-commerce sociale Pinduoduo, la terza più grande piattaforma di e-commerce nel paese, che il rapporto CAU afferma che “sta diventando la più grande piattaforma cinese per lo sviluppo dei talenti” nelle aree rurali.

Pinduoduo ha attualmente 580.000 commercianti provenienti da aree rurali, pari all’11,3% del totale di 5,1 milioni, secondo il rapporto della CAU. Secondo il report ha contirburtie il successo della piattaforma di Shanhgai è stata il programma Duo Duo University, un’importante iniziativa lanciata nel 2018 al fine di formare in breve tempo i commercianti in competenze base quali  finanza, operazioni commerciali e marketing online. Il programma ha addestrato il 70% di tutti i commercianti attivi su Pinduoduo, in 12 province della Cina entro il 2019, secondo i media.

La Duo Duo University sta inoltre lavorando con le università locali “istruire” 10.000 commercianti rurali nei prossimi cinque anni, con l’obiettivo a lungo termine di mettere i produttori agricoli al centro della catena di approvvigionamento industriale e sostenere la campagna nazionale per alleviare la povertà

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Di Cifnews*

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