In passato il sogno di ogni giovane laureato cinese era quello di trovare un’occupazione nelle grandi first tier del paese come Shanghai o Pechino. Ma ad oggi questa tendenza sta radicalmente cambiando e più talenti ora preferiscono stabilirsi nelle città di livello inferiore. Il motivo? Più opportunità di carriera e forti agevolazioni date dalle municipalità stesse.

Secondo i recenti dati sull’occupazione dei laureati, nel 2017 solo il 22,3% dei laureati ha scelto di lavorare in città di primo livello come Pechino o Shanghai, l’1,3% in meno rispetto all’anno precedente e quasi il 6% in meno rispetto al 2013. Invece, nello stesso anno, il 21,7% dei laureati cinesi ha preferito lasciare i principali centri urbani per inseguire il proprio “Chinese dream” nelle città di livello inferiore, l’8% in più rispetto al 2015.

L’anno scorso, le università cinesi hanno prodotto un numero record di oltre 8 milioni di laureati. Con il 69,1% dei laureati, Hangzhou, una delle Silicon Valley della Repubblica Popolare, è il luogo più attraente per i nuovi lavoratori. Anche città come Nanchino e Tianjin hanno scalato la graduatoria delle preferenze rispetto alle tradizionali megalopoli come Guangzhou e Shenzhen.

Non è quindi un caso che città emergenti come Hefei, Xiamen, Fuzhou, Changsha e molte altre accolgono oggi gran parte della percentuale dei laureati cinesi. Tanti i motivi. Il rapido sviluppo economico delle città di secondo livello è sicuramente uno dei principali fattori che attirano i giovani. Pertanto, città in rapida crescita come Chongqing, Chengdu, Wuhan e Suzhou rappresentano nuove opportunità di carriera per gli studenti, anche causa del numero crescente di aziende, cinesi o straniere, che decidono qui di aprire delle sedi o succursali. Senza contare che la leadership cinese punta alla lower tier cities come motore ausiliario per continuare la corsa economica del Dragone.

Oltre alla crescita economica, il lancio di nuove politiche favorevoli nelle città di livello inferiore ha contribuito ad attirare la popolazione più giovane. Alcune di queste città al fine di richiamare sempre più talenti, hanno addirittura semplificato di molto il cambiamento ed ottenimento dell’hukou, il documento di certificazione di residenza della Repubblica Popolare Cinese che garantisce un permesso di soggiorno e l’accesso a molti servizi sociali, come l’ammissibilità all’acquisto di una casa e l’assistenza sanitaria. In Cina il cambio di residenza è tradizionalmente una vera sfida e principale scoglio da superare qualora si volesse vivere e lavorare in una grande città.

Tuttavia, al fine di accogliere nuovi cittadini, ora le città di fascia inferiore hanno sviluppato un trattamento preferenziale per ottenere il tanto agognato hukou. Ora uno studente può richiedere la residenza permanente in città sulla base di un “carrello per studenti” e un documento di identità nazionale in soli tre minuti inviando i documenti tramite l’app di messaggistica WeChat.

Tuttavia, facilitare il processo di gestione dell’hukou non è stato sufficiente a portare i giovani cinesi a preferire la vita in determinate città rispetto ad altre. Molti centri urbani emergenti hanno altresì deciso di fornire ai nuovi laureati sussidi ed agevolazioni per l’alloggio. Tra queste vi sono Changsha e Nanchino. Anche la città di Wuhan ha annunciato un piano per attirare 1 milione di laureati nei prossimi cinque anni offrendo incentivi all’occupazione e ponendo agevolazioni sui prezzi delle abitazioni.

Più ‘aggressivo’ l’approccio di Chengdu. Forte di una crescita del 7% del PIL annuo, camminando per la metro della capitale provinciale del Sichuan non è difficile scorgere slogan seducenti come “Chengdu ti promette un bel futuro”. Chengdu ha messo in campo anche uno dei suoi simboli: il panda gigante. Gli imprenditori che ottengono la “carta verde per talenti” della città possono godere di visite gratuite al centro di allevamento di panda della città, ai musei cittadini, nonché uso gratuito delle biciclette di proprietà delle principali compagnie di bike sharing, sconto sui trasporti pubblici e assistenza ospedaliera e servizio bancario rapidi.

“Le nuove politiche vanno finalmente in direzione dei giovani ed invogliano i laureati a rimanere nella città dove si è studiato”, ha detto Zeng Luxian, un neo-laureato di Neijiang che ha ottenuto la residenza permanente a Chengdu.

E le politiche stanno avendo i loro frutti. L’anno scorso, Chongqing ha raggiunto un numero record di colloqui di lavoro da parte di studenti laureati o provenienti da città di primo livello.

Xian, in particolare, ha aggiornato le sue politiche di incentivi cinque volte in un anno. Da quando queste politiche sono state attivate, la città ha aggiunto circa mezzo milione di persone al proprio registro delle famiglie.

Tuttavia, anche se i motivi per scegliere le città di livello inferiore rispetto a quelle di primo livello sono chiari, gli studenti universitari hanno anche numerose ragioni per voler abbandonare la vita della grande città.

In città come Pechino e Shanghai, i giovani devono affrontare un crescente sovraffollamento che ha portato a uno stile di vita insopportabile, sia in termini di costi che di pressione sociale. Molti studenti cinesi provengono da zone rurali che approdano in queste grandi megalopoli con una valigia di sogni e speranze. Tuttavia trovano una realtà costosa come New York dove nessun neolaureato potrebbe sopravvivere con uno stipendio base iniziale.

“In città come Chengdu, posso ancora perseguire i miei sogni, ma senza tutte le difficoltà”, ha detto Xu Yingqiang, laureato alla Tsinghua University che ha lasciato Pechino per lavorare nella capitale del Sichuan. Basti pensare che le principali città cinesi come Shenzhen hanno visto i prezzi delle case aumentare di almeno il 20%, alcuni quartieri a Shanghai persino del 40% negli ultimi cinque anni.

Le lower tier cities sono divenute oramai veri bacini di talenti ed il governo centrale supporta questa politica. Da una parte Pechino vuole allentare la sovrappopolazione di metropoli come Shanghai e Pechino, dall’altra, incentivando questo esodo dei laureati potrà permettere quello sviluppo tecnologico e know-how delle città di fascia inferiore, necessario a far crescere queste nuove ed emergenti realtà economiche.

Di Cifnews 雨果网 Leggi qui la versione originale dell’articolo

Cifnews 雨果网 è il primo media cinese specializzato nel cross-border e-commerce. Siamo il principale network editoriale ed organizzatore di eventi nel settore in Cina. La mission di Cifnews è quella di raccontare oltre Muraglia il mondo tech, digital e l’innovazione tout court del nuovo “Made in China”, un mondo ancora sconosciuto al grande pubblico occidentale. Le nostre attività principali sono il publishing, la formazione online & offline e le fiere di settore, con il nostro format di eventi dedicato ai professionisti dell’import ed export con la Cina – CCEE (Cifnews Cross-border E-commerce Exhibition). Fondato nel 2013, Cifnews è basato a Xiamen, nel Fujian. Nel 2017 è stato creato l’International department, con uffici a Padova (Italia) e Los Angeles (California).[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]