I mobile payment sono oramai una realtà in Cina. Vi sono più persone pagano con i loro telefoni in Cina rispetto all’intera popolazione degli Stati Uniti. Ad oggi il Dragone è emerso sul palcoscenico dell’hi-tech mondiale con una serie di società innovative, competitive ed internazionali. Alibaba e Tencent sono la punta dell’iceberg, ma il sottobosco è più districato che mai.

Fatto sta che i successi ed i progressi del new Made in China sono studiati e replicati in altri mercati. Come affermato da SCMP, dalla social-commerce alle short-video app a fini commerciali, le aziende occidentali globali stanno ora replicando i trend di successo dalle loro controparti cinesi.
La Cina è stata pioniere delle cosiddette “super app”, piattaforme one-stop shop per servizi che vanno dallo shopping al trasferimento di denaro e persino il prenotare biglietti aerei o del treno.

Apripista a questo export tecnologico e di idee Made in China sono proprio i turisti del Dragone. Questi hanno già stabilito un vero sentiero dei pagamenti digitali via telefono, che de facto è la testa di ponte della Digital Silk Road di Pechino. Conti alla mano, nel mondo, ad oggi, ci sono oltre 2 miliardi di persone con almeno uno smartphone, ma nessun conto in banca. Questa è una enorme opportunità per una inclusione finanziaria globale, ed è ciò che Alipay e WeChat Pay stanno realizzando.

Ovunque vadano le persone, queste avranno sempre bisogno di comprare beni; e dove vanno i cinesi, questi preferiscono acquistare usando Alipay o WeChat Pay. Così, mentre la Via della Seta Digitale viene promossa dal governo cinese, e in una certa misura da oltre 40 paesi lungo questa nuova via commerciale, il percorso dei pagamenti mobili è in una fase di avanzata costruzione.

Questo “percorso” è reale e dinamico. Paradossalmente è la gente comune, non Pechino ad averlo iniziato. Viaggiatori e turisti cinesi lo hanno costruito di anno in anno, passo dopo passo. Sarebbe quindi altresì giusto affermare che è stato proprio l’incremento del turismo outbound cinese ad aver permesso lo sviluppo di un settore fintech in alcuni paesi. Un esempio su tutti il Sud Est Asiatico.

Secondo le statistiche, l’anno scorso oltre 160 milioni sono stati i turisti cinesi che hanno scelto una meta fuori i confini nazionali. Se quei viaggiatori fossero atterrati tutti nello stesso posto e avessero formato un paese, sarebbe il 9° paese più popoloso del mondo! Inoltre, nonostante i rallentamenti economici, è indubbio che il potere d’acquisto del consumatore è aumentato, così come il turismo outbound made in China.

Opportunità queste che nessuna realtà economica nazionale può permettersi di ignorare. La Cina ha già superato gli Stati Uniti nel volume totale delle vendite di e-commerce qualche anno fa, mentre tutte le previsioni mostrano che le dimensioni dell’economia cinese supererà quella americana nei prossimi 10 anni.

Oggi in Cina in pochi utilizzano la carta di credito e quasi nessuno paga in contanti. Attualmente, il 96% di tutto l’e-commerce in Cina viene effettuato tramite i canali di Alipay o WeChat Pay. Un’esperienza d’acquisto che il turista cinese tende esportare anche oltre Muraglia.

A tale proposito, questa “strada dei pagamenti mobili” è oramai divenuta una vera autostrada. Dal Nord America all’Europa, i venditori accettano Alipay e WeChat Pay, per il semplice motivo che fa bene agli affari.

La competizione tra i player rimane, ma la domanda vera domanda è: riuscirà la Cina a costruire, o ad esportare con successo, il proprio trend dei pagamenti mobili anche all’estero nei paesi della BRI? La risposta è sicuramente sì. Ciò sta già avvenendo ed ora i big tech del Dragone stanno volgendo lo sguardo all’Africa.

Gli investimenti dei giganti hi-tech cinesi hanno permesso la nascita del settore fintech in paesi come Cambogia, Vietnam, India o Indonesia. Ora è l’Africa il prossimo obiettivo. Un esempio su tutti il Kenya. Secondo le statistiche, oggi in Kenya vivono oltre 21.000 cinesi oggi.

Mentre Alipay e WeChat Pay non hanno attecchito tra la popolazione locale in generale, i negozi che gli espatriati cinesi frequentano accettano senza problemi le due principali piattaforme di pagamento digitale cinesi. Ma la longa manodelle compagnie del Dragone non si ferma qua. Nel 2018, MFS Africa è divenuta la prima piattaforma fintech del continente africano ad avere finanziamenti da aziende cinesi.

La chiave del successo cinese è nella scelta del proprio target. Se i big tech del Dragone hanno parzialmente fallito ad esportare il trend dei pagamenti digitali in paesi come il Giappone, Francia o Stati Uniti, scontrandosi con tradizioni di “pagamento” diverse -basti pensare che i giapponesi ancora amano fare acquisti in contanti – questi hanno imparato la lezione e si sono rivolti a quelle realtà che stanno avendo un percorso di sviluppo tecnologico similare a quello cinese: da una realtà rurale a connessione internet super veloce, superando ogni step nel mezzo.

Il tutto poi in paesi che sono altamente visitati, o per turismo o per business, dai cinesi stessi. La teoria finale? Dove vanno i cinesi, Alipay e WeChat seguono. Africa, Europa orientale e Asia centrale saranno i prossimi obiettivi.

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Di Cifnews

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