Attualmente, Pechino e New Delhi sono le uniche a precedere Washington per carbone prodotto e numero di centrali, ma la Cina da sola emette un terzo della CO2 globale: più di Usa, Ue e India messi insieme. Tuttavia, i colossi asiatici sono anche leader nella produzione di fotovoltaico, eolico e veicoli elettrici; producono beni esportati in tutto il mondo; non sono ne i principali inquinatori procapite ne, tantomeno, i primi responsabili delle emissioni accumulate negli ultimi secoli e decenni.
Squid Game: condannato a morte, l’ennesima bufala sulla Nord Corea
Il 25 novembre gli italiani si sono svegliati con le principali agenzie di stampa, testate nazionali, regionali e i social che tuonavano una notizia tanto scioccante quanto assurda: “Contrabbanda Squid Game in Nord Corea, condannato a morte”. Bufala o realtà?
Usa, Afghanistan, Cina: scacchi contro weiqi nella nuova guerra dell’oppio
Oggi, numerosi dei principali regimi e movimenti islamici fondamentalisti sono una diretta conseguenza dell’azione occidentale in Asia. Quando la Nato e l’Isaf invadevano, bombardavano e occupavano l’Afghanistan, la Cina sfruttava la stabilità creata ad alto costo dagli occidentali per accerchiare la regione, progettare nuove infrastrutture per la Nuova Via della Seta e accrescere le propria sfera di influenza.
Infografica: La “costruzione del nemico” tra oriente e occidente
Nel mese di aprile, il Global Times research center ha svolto un’indagine sui sentimenti dei giovani cinesi rispetto ai paesi occidentali [prevalentemente identificati in usa e ue]. il sondaggio ha raccolto 1281 risposte ed è stato diffuso in 119 città tra cui la capitale Pechino e i principali centri come Shanghai e Shenzhen. Il Global Times è la versione internazionale del quotidiano del popolo, organo mediatico del partito comunista cinese. nonostante questo e nonostante il campione ridotto rispetto alla popolazione giovanile, simili dati mostrano un importante mutamento nella percezione occidentale, o perlomeno, aiutano a fare luce sulle dinamiche e le narrative che si stanno delineando all’interno dell’opinione pubblica, della propaganda e della leadership.
La sinofobia che rafforza la Cina e il Partito Comunista Cinese
Hai mai sentito parlare di sinofobia? Sapevi che i cinesi sono “gialli” solo da 200 anni e che le principali etichette che attribuiamo loro sono le stesse che venivano date agli italiani in America? Sapevi che i reati d’odio e le discriminazioni razziali in Italia sono aumentate del 154% dal 2013 e stanno rafforzando la leadership di Pechino? Sfatiamo la paura dei cinesi, dalla storia dei suoi stereotipi ai principali casi che hanno e stanno coinvolgendo media, politica e cronaca nera in Italia e nel mondo.
Sinofobia – Gli eBook di China Files – No. 6
Domenica 1 agosto esce il sesto mini ebook di China Files, questa volta incentrato sulla Sinofobia in crescita in Italia e nel mondo. Il nuovo numero è frutto della collaborazione con il Convitto Nazionale Cicognini di Prato e di un’indagine nazionale sul tema portata avanti con la classe 3* del corso scientifico.
Infografica: 100 di Pcc, storia del partito e dei principali leader
Infografica: 100 di Pcc, dalla fondazione del Partito alla repubblica Popolare, da Mao a Xi passando per Deng. Storia del partito e dei principali leader.
Per i media cinesi, il 90% dei giovani sfiducia l’occidente
Uno studio condotto dal Global Times mette in evidenza gli elementi della propaganda occidentale non gradita in Cina da 9 giovani su 10. Causa lo scoppio della pandemia e la crescita delle tensioni contro le imprese e i cinesi in tutto il mondo.
Infografica: Il modello della censura cinese
La Cina vanta l’impianto censorio più sviluppato della storia, con oltre 2 milioni di poliziotti del web che affiancano gli elaborati algoritmi alla base della Grande Muraglia Digitale. Non ogni criticismo è represso, generalmente il sistema Consente il dissenso personale ma impedisce l’espressione collettiva. tuttavia, dal 2012, sotto la guida del presidente Xi, l’approccio e’ divenuto più autoritario, imponendo una linea maggiormente espansiva sul piano internazionale e, secondo Freedom House, ogni anno più restrittiva per gli utenti internet. Lo stesso viene segnalato da RSF, per il quale la Cina risulta in 177° posizione su 180 nazioni nella classifica sulla libertà di stampa 2019.
Infografica: Myanmar, dal 8888 al 22222
Dai quattro 8 ai cinque 2, ovvero simboli e numeri per descrivere la storia di una donna e di una nazione che non trovano pace. le proteste studentesche dell’8 agosto 88 portarono all’arresto di Aung San Suu Kyi e vennero represse nel sangue, ma echeggiarono fino al 2012. ora, dopo neanche 10 anni di apparente libertà, la rivolta torna ad assediare il Myanmar, il 22 febbraio 2021, milioni di persone hanno scioperato, riversandosi per le strade di tutto il paese.
Xiismo: l’ideologia figlia di Mao, Deng e Gramsci
Il pensiero dell’autore sardo è oggi fondamentale per comprendere la rivoluzione maoista e il nuovo sogno cinese, ma soprattutto come ponte di dialogo valoriale tra l’Europa e una Cina sempre più restia ad accettare narrazioni occidentali.
Il Reggae in Cina. Dai sino-giamaicani a oggi
I cinesi sono pionieri del reggae, ma non lo sanno. Per il 76° anniversario di Bob Marley, un viaggio all’interno del mondo del reggae cinese, dai primi produttori sino-giamaicani di Marley, Tosh, Perry, Cliff e Dekker, fino alla scena attuale. Processi multietnici che, con la musica, hanno cambiato la Giamaica e tutt’ora hanno implicazioni per la Cina.
Myanmar: arrestato il premio Nobel Aung San Suu Kyi, la Cina non condanna il gesto
Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e leader “de facto” del Myanmar, è stata arrestata in un colpo di stato organizzato dal regime militare e guidato dal Generale Min Aung Hlaing. Insieme a lei, numerosi altri membri della Lega Nazionale per la Democrazia (NLD) sono attualmente detenuti
83 anni fa lo ‘Stupro di Nanchino’: il genocidio dimenticato
L’olocausto asiatico ha causato oltre 14 milioni di vittime nella sola Cina: Il 13 dicembre 1937 i giapponesi entrarono nell’allora capitale cinese trucidando 300 mila persone e stuprando oltre 20 mila donne, anziane, madri e bambine
L’influenza del governo cinese sui media europei
Secondo uno studio del 2018 realizzato dalla Merics di Berlino, gli accordi tra China Daily, quotidiano del partito in lingua inglese, e i principali media internazionali ed europei stanno erodendo la libertà di stampa e la deontologia professionale con contenuti “pubbliredazionali”, ovvero pubblicità commerciali o propagandistiche mascherate da articoli giornalistici
