Sinosfere – La poesia nel Mondo Nuovo: i robot cinesi nella scena letteraria

Il 19 maggio 2017 sulla scena della poesia cinese c’è stato un insolito debutto. La Beijing United Publishing ha pubblicato il volume Il sole ha perso la sua finestra, pubblicizzato come “la prima raccolta di poesie creata al 100 % dall’intelligenza artificiale”, firmata della Poetessa Fanciulla Xiao Bing. Queli sono gli effetti di questa affascinante simbiosi fra forme tradizionali d’espressione da una parte e tecnologie moderne dall’altra? Quali sono le motivazioni? Quale ruolo viene immaginato per la poesia nello scenario dell’ambizioso Sogno Cinese del presidente Xi Jinping?

Sinosfere – Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo cinema cinese

Tanto da un punto di vista formale, la rappresentazione della follia richiede libertà e creatività per dare forma a concetti scivolosi quali, appunto, follia e normalità, allucinazione e visione. Le definizioni stesse di percezione e realismo entrano in gioco, per non parlare della teleologia foucaultiana che definisce i paradigmi attraverso i quali la società sorveglia, punisce, regola e controlla i cittadini. Difficile, di conseguenza, trovare ampie declinazioni di pazzia in un cinema cinese che, come del resto le altre arti, è stato forgiato da costrittive contingenze storiche.

Il quaderno di Verbiest

“Sterminata e pietrosa terra dei Tartari. Anno del Cane 1682, mese di aprile o forse maggio. Ferdinand Verbiest, nativo di Pittem nelle Fiandre Spagnole, missionario della Compagnia di Gesù, direttore dell’Ufficio Imperiale di Astronomia in Pechino, inizia a scrivere…”. Sono queste le prime righe di un diario che Verbiest appunta su un quadernuccio sbrindellato, pagine in cui si rincorrono presente e passato in una nube di avvenimenti tragici e di interrogativi dilanianti. Costretto dall’imperatore Kangxi a rientrare a Pechino da solo e lungo un itinerario sconosciuto e pericoloso, il missionario gesuita troverà rifugio in un accampamento – o villaggio che dir si voglia – dove sarà suo malgrado testimone di efferati omicidi. Tra il tormento per l’imperdonabile errore che lo ha portato in quella disgraziata situazione e il terrore verso un popolo di cui parla la lingua ma che fatica a comprendere, tenterà di farsi accettare cominciando a raccontare storie di mirabolanti imprese. Dopo “L’amico di Galileo” e “Il sipario di giada”, “Il quaderno di Verbiest” chiude la trilogia dedicata ai missionari gesuiti in Cina da Isaia Iannaccone. China Files ve ne regala un estratto per gentile concessione di Orientalia Editrice

Sinologie – Il bozzolo e la scrittura balinghou

Il bozzolo giunge a ben dieci anni di distanza dall’ultimo romanzo di Zhang Yueran ed è stato inserito dalla rivista Asia weekly tra i dieci migliori romanzi del 2016. Secondo il capo redattore della rivista Harvest Cheng Yongxin 程永新 (n. 1958), l’opera è in grado di far cambiare l’impressione che si è sempre avuta sugli scrittori nati negli anni Ottanta in quanto nuova riflessione sulla storia contemporanea che simboleggia il valore e la nuova direzione della scrittura balinghou.

Sinosfere – La politica del futuro della modernità cinese

Nato con la missione di erigere la “nuova” Cina, il Partito Comunista dal futuro è sempre stato ossessionato, proprio perché è sempre stato dalla sua capacità – o meno – di tradurre in realtà le proprie grandiose immagini della Cina futura che è sempre dipesa la legittimazione della sua leadership e quindi la sua sopravvivenza. Ma tale ossessione non è un semplice retaggio comunista, un’eredità per così dire dell’utopismo marxista-leninista. Ci sono degli schemi ricorrenti, nel modo in cui il Partito immagina il futuro, i quali a loro volta hanno una storia che precede l’esistenza del Partito stesso

Sinosfere – Tradizione e legittimazione politica nella Cina di Xi Jinping

Le dottrine di governo elaborate durante la dinastia Zhou (1045-256 a.C.) sono state la costante fonte d’ispirazione e di legittimazione politica a cui hanno attinto re, imperatori, ministri e amministratori pubblici per oltre due millenni. Non deve quindi sorprendere se quei principi siano oggi tornati in auge.

Sinosfere – Il Dao e la virata ambientalista cinese

La percezione comune che l’occidentale medio ha del rapporto tra cultura cinese e ambiente naturale oscilla tra due estremi: l’uno considera il mondo cinese come rappresentativo di un approccio devastante e mortifero nei confronti delle risorse naturali; l’altro identifica la “società” cinese con il “pensiero” cinese, visto come un qualcosa di omogeneo ed immutabile, e caratterizzato da una edenica simbiosi con la natura. Nel discorso sulla Cina, tali estremi sono spesso assunti contemporaneamente, distinguendo un distopico e inquinato presente da un felice e armonioso passato

Cinarriamo, storie tra identità e alterità

Cinarriamo, Storie tra identità e alterità – pubblicato da Orientalia editrice – ha come obiettivo quello di dare voce alla narrazione dell’elaborazione identitaria dei sino-italiani nati o cresciuti in Italia, attraverso la stesura di racconti reali o di fantasia che successivamente sono stati selezionati da una giuria di qualità composta da esperti, sinologi, conoscitori del mondo cinese. In questo estratto selezionato per China FIles, con il racconto 2083, Alessandro Zhu ci parla di una realtà fantascientifica – in pieno trend con il recupero del genere sia in Cina che in Italia – proponendo uno spunto di riflessione sul rapporto tra nazionalità ed identità in un futuro non troppo lontano. In tutti i racconti emerge con forza l’urgenza degli autori a voler uscire dall’angolo della rappresentazione stereotipata che li vuole chiusi nella comunità cinese, e si rivela esplicitamente la necessità di avviare nalmente una narrazione più corretta e verosimile che ne sveli le reali sensibilità di nuovi cittadini d’origine cinese e che ne riconosca le e ettive capacità d’influenza nel contesto socio-culturale italiano.

Pillole di Cina – Dai, ritocchiamoci un selfie!

Se si potesse assegnare un Oscar per il ritocco fotografico, sicuramente lo vincerebbe un cinese. Il gigante asiatico vanta infatti un Photoshop ante litteram che però, non riguardavano soltanto l’abbellimento di persone comuni, ma anche l’iscrizione sul libro nero di personaggi diventati scomodi e dunque da eliminare.

Pingyao e le nuove frontiere del cinema

L’antica cittadina di Pingyao, nel nord-ovest della Cina, che si è appena conclusa la terza edizione (10-19 ottobre) del festival del cinema fondato dal regista cinese Jia Zhangke. Con la stimolante direzione artistica di Marco Muller, questo piccolo festival ha consolidato la sua posizione in Cina, distinguendosi nel presentare un cinema d’autore proveniente da tutto il mondo, privilegiando i paesi «emergenti», opere prime e seconde di giovani cineasti cinesi e in generale film che qui sarebbe molto difficile vedere in sala

Pillole di Cina – Vade retro, Satana!

Nelle antiche fonti cinesi si trovano poche notizie sulla Grande Muraglia, per di più viziate da problemi linguistici. Le prime descrizioni realistiche giunsero in Europa con le cronache dei missionari gesuiti (a partire dal secolo XVII). Ma è solo nel settembre del 1984 che Deng Xiaoping 邓小平 rese la Grande Muraglia emblema della Cina contemporanea.

Pillole di Cina – Le zattere del Mar Cinese Meridionale

Per rivendicare le Spratly e le Paracelso, il governo cinese ha esibito in sede di disputa internazionale, undici antichi documenti che proverebbero che attorno al 210 a. C., la dinastia Han avrebbe costruito un avamposto amministrativo sull’isola di Hainan la cui sfera d’influenza si spingeva fino agli arcipelaghi menzionati. Ma tutt’oggi nuove mappe continuano a spuntare, negando le pretese cinesi

Pillole di Cina – Gli Africani? Aiutiamoli a casa loro!  

Al di là delle cifre snocciolate dagli esperti, l’idea che aleggia nei report e nei saggi del settore, è che l’allarmismo occidentale per la presenza dei Cinesi in Africa non derivi soltanto dalla competizione economico-politica, ma che ci sia anche una componente “emotiva”, una sorta di ius primae noctis africana di cui l’Occidente si arroga il diritto. Come dire: che ci azzeccano i Cinesi in Africa? Ebbene, cari Occidentali, i Cinesi ci azzeccano, eccome, in Africa, visto che anch’essi l’hanno frequentata con una certa regolarità sin dall’antichità.

Relazioni culturali Italia-Cina e Via della Seta

Sul Quotidiano del Popolo del 7 luglio un articolo della italianista Yang Lin (Università di Nankai) parla dei diari di viaggio in Cina di Cassola Fortini e Parise, i primi due nella delegazione culturale capeggiata da Piero Calamandrei nel 1955 (Foto). Si ricostruiscono le premesse culturali delle relazioni diplomatiche di cui nel 2020 si festeggerà il 50mo anniversario

Pillole di Cina – No vax! Si vax! Lei come la pensa, signor primo ministro Wang Dan?

Quando il suo primogenito morì a causa del vaiolo, per evitare altri contagi in famiglia, il primo ministro Wang Dan fece chiamare un alchimista della comunità taoista del Monte Emei. Fu questo saggio taoista, durante la dinastia Song, a rivelare e mettere in pratica la prima vaccinazione mai prima documentata in altre civiltà

Karma Hostel

“Karma Hostel” è la storia di un giovane italiano che, deluso dal proprio Paese, emigra in Cina. A Houhai, un paesino di pescatori cantonesi sull’isola tropicale di Hainan, apre un ostello per surfisti. Così inizia un’avventura dalle spiagge tropicali del Sud alle montagne del Sichuan fino alla poetica decadenza di Pechino e Chongqing. Tra tifoni, onde tropicali e voli alla De Quincey, De Luca mostra, con uno stile avvolgente, una Cina underground psichedelica e ribelle. Una sanguigna denuncia sociale, ecologica, antropologica, di un mondo avvelenato in cui Occidente e Oriente si specchiano l’uno nell’altro. China Files ve ne regala uno stralcio per gentile concessione dell’editore

I cannibali di Mao

“Come mai la Cina, fino a ieri produttore di mercanzia a basso costo, oggi domina il mercato high-tech mondiale, si impone come attore globale, assume il controllo economico e finanziario di intere nazioni ed è in grado di “richiamare all’ordine” persino gli Stati Uniti d’America? In questo libro Marco Lupis ci spiega l’origine del nuovo potere globale cinese, quali sono le sue radici e dove ci sta portando. Lo fa cominciando da quell’alba umida e rovente del 1995 quando – giovane reporter poco più che trentenne – atterrava per la prima volta nella sua vita nel vecchio aeroporto Kai Tak di Hong Kong, lembo di terra in Cina, allora ancora saldamente colonia di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, e aveva inizio così quella che lui stesso ha definito: “Una vera storia d’amore, vissuta non con un’altra persona, ma con un continente, l’Asia, e con un popolo in particolare: i cinesi”. China Files ve ne propone un estratto per gentile concessione dell’editore

Pillole di Cina – Hong Kong un porto profumato…di oppio

Nel 1810, quando con l’aiuto di funzionari corrotti ormai l’oppio entrava a fiumi in Cina venduto da contrabbandieri cinesi e mercanti senza scrupoli inglesi, malesi e americani, e fiorivano dappertutto le fumerie, un editto imperiale decretava: «L’oppio è un pericolo. Per debellarne il traffico, nella primavera del 1839 fu inviato a Canton l’incorruttibile Lin Zexu, come commissario imperiale

Il sipario di giada

Tra fantasia ed eventi storici effettivamente accaduti, personaggi reali e d’invenzione, “Il sipario di giada” – secondo romanzo della trilogia di Isaia Iannaccone dedicata ai missionari gesuiti nel Celeste Impero – ricostruisce il caso de La Cecchina in Cina, simbolo estremo del desiderio di dialogo fra civiltà, raffinato, onirico e poetico emblema di umanità, arte e diplomazia, dolente testimone di un tragico evento che si stava allora preparando contro i protagonisti di tale avventura: la soppressione della Compagnia di Gesù. China Files ve ne rigala uno stralcio per gentile concessione della Libreria Editrice Orientalia

Pillole di Cina – Vermi e spionaggio

La seta è stata da sempre un prodotto cinese, e la sua tecnologia è rimasta segreta per quasi tre millenni, protetta da leggi severissime che condannavano a morte chi l’avesse divulgata e anche chi avesse esportato i bachi e il gelso fuori dai confini del Paese. In quella che oggi definiamo “bilancia dei pagamenti” la seta fu per la Cina una vera benedizione commerciale, e fu questo il motivo principale che spinse a mantenere nascosto e inaccessibile tutto ciò che ruotava attorno ad essa

Pillole di Cina – Bottiglie e rivoluzione

Bottigliette messe a testa in giù. Niente di più pacifico: semplici, innocue, banali, piccole bottiglie. Questa “l’arma” utilizzata dai manifestanti durante le proteste dell’89

Le Vie della Seta in salotto

Il richiamo all’antica via della seta é sempre presente nella narrazione che Pechino propone del proprio progetto economico e politico. La One Belt One Road è oggi presentata come la Nuova via della seta, a rassicurare i più timorosi. In tutto questo parlare di nuova via della seta, c’è anche chi l’ha ripercorsa per immagini, riproducendola grazie alla tradizionale tecnica degli artisti della seta cinesi.

Cronache dal tempo che non torna

Legami e distanze in un itinerario che dalla Cina arriva fino al Giappone. Le edizioni O barra O portano in Italia due volumi importanti, di Victor Segalen e Albert Londres. Tra archeologia, arte e giornalismo d’inchiesta, le fasi imperiali e contraddittorie di entrambi i Paesi

La Cina cyborg del Bookworm Festival

Tripla intervista a Peng Simeng, Zhang Ran e Bao Shu, scrittori cinesi che si stanno imponendo anche in Italia. Rivoluzione e distopia per i tre giovani autori che hanno scelto uno dei generi più in voga nel Paese

Il retroscena delle tariffe

Gli Stati Uniti hanno mantenuto la parola. Dalla mezzanotte di venerdì le tariffe su 200 miliardi di dollari di made in China sono aumentate dal 10 al 25%. Il vicepremier Liu He è a Washington per ricucire lo strappo.

Pietre di parole contro Confucio

4 maggio 1919. Un secolo fa era il confucianesimo l’icona da abbattere. Si trattava di un’impresa immane nella quale si impegnarono i nomi migliori di quella che era l’«intellighenzia» dell’epoca

L’informazione a domicilio in Giappone

Il muro dell’informazione. Intervista a Shinichiro Kumagai, direttore della rivista mensile di politica internazionale Sekai (Il Mondo), sul mercato editoriale in Giappone

Han Song: “lo sci-fi è come il rock”

Un incontro con Han Song, prolifico scrittore di fantascienza quasi sconosciuto in Italia. «È la forma di letteratura più libera. È ribelle, come la musica rock, che pure in questo paese è stata spesso vietata»

I cartoni e il caos maoista

La campagna dei cento fiori avviò un breve interludio liberale delle arti e delle scienze, represso appena un anno dopo all’insorgere di un’inattesa contestazione di massa contro l’operato del partito comunista. E’ sullo sfondo di quella fugace vivacità culturale che si è sviluppata la prima fase d’oro dell’industria dell’animazione “made in China”. Ma solo poche delle decine di migliaia di schizzi realizzati dai grafici dell’epoca sopravvissero alla furia devastatrice delle Guardie Rosse

La resistenza delle librerie cinesi

Quando nel 2003 Qidian.com (China Reading) lanciò il primo portale cinese di lettura online a pagamento, solo pochi ne avevano intuito la natura rivoluzionaria. A distanza di quindici anni il mercato cinese delle pubblicazioni in rete ha raggiunto un valore di 9 miliardi di dollari. La domanda sorge spontanea: con oltre 10 milioni di titoli a portata di click, chi avrà mai più la voglia di entrare in libreria?

L’orrore dell’inquinamento e il potere taumaturgico delle parole

Un incontro con lo scrittore cinese Qiu Xiaolong, autore del fortunato «L’ultimo respiro del drago», edito per Marsilio

L’inafferrabilità del Celeste Impero

A proposito del libro «Oltre la grande muraglia» di Alberto Bradanini. Esistono tratti distintivi che permettono alla Cina di essere laica e flessibile di fronte agli eventi della storia? Non c’è stato alcun allargamento della democrazia nel paese, come conseguenza del progresso economico

Giallo a Edo

Solo pochi decenni separano l’epoca in cui Kido scrive delle investigazioni di Hanshici dall’era di Edo in cui sono ambientate le vicende, ma per il lettore contemporaneo dell’autore il tempo trascorso sembrava molto di più tanto era cambiata la città. Questo fu uno degli effetti narrativi che contribuì al successo dell’opera e ne marca l’originalità rispetto all’opera di Doyle a cui si ispira.

Qualcuno salvi il cinese

Si chiama Yaowen Jiaozi ed è il peggior incubo degli scrittori cinesi. Questo perché il settimanale letterario ha una missione ben precisa: combattere gli errori di scrittura più frequenti sulla base delle segnalazioni dei lettori. A finire nel mirino persino il premio nobel Mo Yan. Nonostante la crisi della carta stampata, Yaowen Jiaozi si tiene a galla da oltre 20 anni con ritmi di 200mila iscritti paganti, di cui molti a loro volta impiegati nel settore dell’editoria.

Diplomazia a colpi di reperti

Da quando la Cina ha scoperto la cultura della conservazione dei beni storico-artistici il settore è diventato immediatamente laboratorio d’incontro tra il gigante asiatico e il resto del mondo. La tradizione archeologica in Cina si fa risalire al 1921, quando lo svizzero Johan Gunnar Andersson sbalordì la Repubblica popolare ipotizzando che la civiltà cinese avesse origini più occidentali di quanto non si credesse allora. La scoperta stuzzicò la fantasia degli accademici cinesi e da quel momento fino all’istituzione del governo comunista gli studi archeologici furono terreno di proficui scambi con l’estero

Globalizzazione in versi

Quest’anno al festival della poesia di Berlino organizzato dalla Haus für Poesie, accanto ai più noti Ai Weiwei e Yang Lian, a tenere alta la bandiera cinese c’era anche Zheng Xiaoqiong, nata negli anni ’80 nel Sichuan e diventata una lavoratrice migrante nel 2001. Per anni ha lavorato nella culla del manifatturiero cinese, il delta del Fiume delle Perle, documentando in versi le dure condizioni di vita dei mingong ai margini della legalità

Le dita agili del Vietnam

Le Nimble Fingers protagoniste del documentario di Parsifal Reparato, che si aggiudica il premio per il miglior documentario di media lunghezza al Golden Tree International Documentary Film Festival di Francoforte, sono le dita agili delle donne operaie del Vietnam, e di molti altri paesi asiatici. Il documentario sarà proiettato anche in occasione del festival Terra di Tutti di Bologna il prossimo 12 Ottobre.

Angela e il suo Taj Mahal

Negli ultimi anni della sua vita Angela Pascucci si era attivata per realizzare un blog, o un sito, che archiviasse tutto il suo lavoro, passato e futuro. La malattia non le ha permesso di andare oltre le prime fasi preliminari; ci proverà chi renderà vivo e aggiornato il sito, convinti dell’assoluto valore della sua visione.

Vite ai margini della grande Storia

Il repêchage della casa editrice Orientalia del romanzo «La casa dell’oppio» di Su Tong è l’occasione per ripercorre la sua letteratura intrisa di tragedia, fato e sfasamenti temporali

Meglio un documentario libero che indipendente​. Il caso Wu Wenguang

Oggi i giovani registi cinesi si trovano di fronte una struttura complessa da dover gestire: da una parte c’è il governo, dall’altra il mercato interno ed estero e i media occidentali

Il divenire «senza frontiere» della letteratura

Un’intervista con Xia Jia, scrittrice della new wave fantascientifica cinese tra le più influenti e seguite

Un mascalzone a Pechino

La Cina come professione. Fare paragoni tra epoche lontane tra loro è sempre un azzardo. Esistono però alcune costanti. La vita di Sir Edmund Backhouse, baronetto di sua maestà, rientra nella categoria, quella dei personaggi che attorno alla passione e alla profonda conoscenza dell’Oriente hanno costruito la propria figura. Una nostra recensione dell’«Eremita di Pechino», corposa biografica, pubblicata in Italia nel 1981 e compilata dallo storico Hugh Trevor-Roper

Volpicelli, il raccoglitore di informazioni poliglotta

“Vegetariano integralista, maniaco dell’esercizio fisico, appassionato di testi esoterici, studente modello del Collegio Cinese L’Orientale, nel 1881 Volpicelli lascia la città natale alla volta dell’Oriente.” Il libro Dante in Cina racconta la sua storia

La Chinatown milanese al ritmo di blues

Un omaggio a Jannacci nel primo singolo del cantautore Folco Orselli “Paolo Sarpi Blues”, che racconta la più antica Chinatown italiana, quella di Sarpi – Canonica, rigorosamente in dialetto milanese. Regia ad opera del collettivo di videomaker il Terzo Segreto di Satira.

Gli agenti cinesi alla conquista dell’Australia, su Netflix e nella realtà

La nuova legge contro le interferenze straniere mette nel mirino la rete di agenti cinesi, capace di influenzare la politica australiana a 360 gradi. Sullo sfondo, la crisi nei rapporti tra i due Paesi. Ma il peso economico della Cina continua a crescere. Una serie tv aveva previsto tutto

La Thailandia onirica di Prabda Yoon

Narrativa. Lo sguardo trasognato dello scrittore di Bangkok nella raccolta di racconti «Feste in lacrime», pubblicata da Add Editore

Vite attraversate dalla storia

Due donne, due cinesi che oggi sono professioniste affermate. Xiaolu Guo è una scrittrice e regista, Zhu Xiao-Mei è una delle pianiste più note al mondo, considerata una delle massime interpreti delle Variazioni Goldberg di Bach. Appartengono a due generazioni differenti, ma hanno origini comuni: sono entrambe del sud della Cina

La memoria espropriata

Un’intervista alla scrittrice sino-malese, ospite al Taobuk di Taormina. Dolente e sinfonico, «Non dite che non abbiamo niente» è il suo ultimo titolo tradotto in italiano

Dove il fantastico e l’assurdo si toccano

YU HUA. Un’intervista con lo scrittore cinese ospitato a Cagliari. Aver narrato i nodi storici, spesso violenti e caotici, lo ha avvicinato anche ai lettori occidentali. Tra i suoi volumi «Vivere», «Cronache di un venditore di sangue», «Brothers» e « Il settimo giorno»

Sunday Morning – Omodaka

La musica da videogame incontra la musica tradizionale in un unico mix dance. I vocalizzi delle canzoni popolari del Nordest del Giappone uniti alle melodie artificiali della musica da videogame. Da Tokyo Omodaka

Wenchan Ban – Pixel Echo e i suoni dai margini

A Pechino si sperimenta. L’etichetta Bwawe organizza Pixel Echo, serate a base di elettronica e contaminazioni. Musica, ma non solo, in un appuntamento che ormai è una garanzia. Cronaca di una serata allo Yue Space.

Sunday Morning – Nine Treasures: Wisdom Eyes

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FreeVantablack – Ricordando ZAJIA e un’idea di cultura vivente

Oggi a Pechino manca un luogo come ZaJia: spazio artistico, d’incontro, di performance e di bevute, era un polo d’attrazione negli hutong pre-gentrificazione. Alessandro Rolandi ricorda questo spazio del comune, dove più o meno tutti hanno mosso i primi passi.

A Pyongyang non ci sono gli alieni

La fantascienza nordcoreana canta le gesta dell’uomo. Sono però ammessi i mostri. E’ il caso di Pulgasari, ispirato a Godzilla e a un film sudcoreano degli anni Sessanta.

Wenchan Ban – Tra scimmiotti e India, i film di Chunjie 2017

Il capodanno cinese o Festival di Primavera, come per il nostro Natale, è il momento di picco della presenza nelle sale cinematografiche cinesi. Essendoci ormai in Cina oltre 40.000 schermi circa, è chiaro che i numeri del box-office siano da capogiro. Ma è tutto oro quello che luccica?

La Cina dell’ultra-irrealismo

In cinese si dice «chaohuan», significa alla lettera «superare l’irreale» o «superare l’immaginario». Un scrittore pechinese lancia una corrente letteraria che cerca di raccontare la Cina contemporanea, dove la realtà supera la fantasia. L’ ultra-irrealismo non inventa niente, è la descrizione della quotidianità cinese. 

Sunday Morning – Yishi: Liu Bei Chi

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FreeVantablack – Il dilemma di un pittore

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Wenchan Ban – Ascolti di Primavera

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Fermare le recensioni negative

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Sunday Morning – Metafive: Musical Chairs

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FreeVantablack – La resistenza secondo quattro giovani donne

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Wenchan Ban – Great Wall: la costosa scommessa del cinema cinese

Cosa c’è di più simbolico ed evocativo della Grande Muraglia, quando si parla di Cina? Edoardo Gagliardi ha visto l’ultima opera cinematografica di Zhang Yimou, kolossal come il monumento da cui prende il nome, e ce lo racconta.