Sinosfere – La concezione del corpo femminile nel Daoismo

In questo contributo si discuterà di come il concetto di “corpo-soggetto” e “corpo fenomenale” si applica al caso delle pratiche di immortalità daoiste. Queste pratiche sono radicate fortemente nel corpo e ne trasformano sia l’aspetto esteriore che quello interiore, sia quello fisico che psichico, senza però pensarli o definirli come separati. Nel caso delle pratiche femminili, il corpo diviene ancora più centrale nel cammino verso l’immortalità.

Pillole di Cina – La dinastia Peppino

Historia magistra vitae, si dice, parafrasando Cicerone. E cosa insegnerà mai la storia della dinastia Ming, a certi partiti che dichiarano di volere riportare l’Italia ai valori tradizionali autoctoni?

Sinosfere – La pandemia come voci (fanta)scientifiche dalla Cina di oggi

Difronte all’emergenza sanitaria odierna le voci della fantascienza cinese seguono prevalentemente uno schema binario. Esso vede, da un lato, la promozione delle meraviglie della scienza, intesa come invincibile arma nella lotta alla pandemia e come motore di ottimismo nazionale; dall’altro, una riflessione sul presente e una messa in discussione della realtà, in linea con la storica missione di “critica sociale” che ha caratterizzato la fantascienza cinese fin dai suoi albori.

Pillole di Cina – Andy andò, Mei no

Il 31 ottobre 1982, cinque anni prima della sua morte, Andy Warhol portò la pop-art in Cina influenzando la scena artistica locale. A coloro che si chiedono chi ai tempi d’oggi abbia raccolto l’eredità artistica di Warhol, la risposta è immediata: Mei Dean-E (Mei Dinghe), un artista nato a Taiwan nel 1954 da genitori provenienti dal continente.

La sindrome dell’Impero di mezzo

Samuel Wells Williams, dopo mezzo secolo di vita trascorsa in Cina, scrisse nel 1838 un libro di incredibile successo e duratura fama, «The Middle Kingdom»

Tang Sulan e la letteratura per l’infanzia cinese

Lo Hunan è la mia terra natìa e rappresenta le radici della mia cultura. Spero che i bambini di tutto il mondo possano venire qua nello Hunan ad ammirare i paesaggi naturali, a degustare le prelibatezze e a sentirmi raccontare storie

Pillole di Cina – Il Canal Grande, il Gran Canale e l’umile amministratore

Onesti o no, il livello culturale dei funzionari selezionati che agivano in nome dell’imperatore era altissimo perché, sin dal II secolo a. C. e fino al 1905, essi erano reclutati con un severo sistema che prevedeva una serie di esami difficilissimi. Nella Cina imperiale, mai e poi mai si sarebbero sognati di dare due ministeri importanti a una sola persona presa a caso, per esempio a un giovanotto senza un alto titolo di studio, senza esperienze lavorative a parte lavoretti giovanili, con evidenti lacune culturali in lingua madre (grammatica e sintassi zoppicanti), in storia e in geografia, che parla per slogan, esperto in niente

Sinosfere – Politiche e rappresentazioni dell’alterità etnica

Se è indubbio che per buona parte della storia dinastica e moderna il paradigma centro-periferie ha avuto il sopravvento su ogni altra modalità di rappresentazione dell’identità etnica al punto da essere assurto a criterio assoluto di giudizio sul “grado di civilizzazione” delle minoranze indigene, l’idea che persista oggigiorno un nucleo politico a trazione Han che capitalizza sulla cultura dominante di cui questi sono espressione per espletare la sua “missione civilizzatrice” nelle zone di frontiera più arretrate del paese, poco si presta a descrivere la situazione riassunta dai casi sopra trattati in cui processi di alterizzazione ed agentività etnica risultano saldamente interconnessi l’uno all’altro

Sinosfere – Sogno nel “sogno cinese”. Nebula e la fantascienza cinese contemporanea

Nonostante la letteratura cinese classica fosse già ricca di contenuti fantastici, sarebbe stato l’incontro con il pensiero e la tecnologia occidentale a favorire la genesi dei primi esempi di sf autoctona intesa in senso moderno, sviluppatasi anche grazie alla traduzione di opere straniere.

Pillole di Cina – Se una zanzara cinese si posasse sui testicoli di Trump…

In cinese la parola zanzara si compone di due caratteri che da soli hanno un significato preciso:  虫chong (insetto) + 文 wen (scrittura, lingua scritta). La zanzara è dunque un insetto che ha a che fare con la scrittura?

L’universo letterario e umano di Su Tong

“Quando una cultura si chiude ermeticamente in se stessa inevitabilmente appassisce. È necessario che vi sia comunicazione tra una cultura e l’altra”. Parla Su Tong, uno degli scrittori più importanti nel panorama letterario della Cina contemporanea

Pillole di Cina – Cose da pozzi!

Cosa c’entra il carattere jing con il concetto di “responsabilità collettiva” esplicito in molte direttive governative relative ai comportamenti che i cittadini devono tenere in questa cosiddetta fase 2 della pandemia?!

Cina, la scrittura che diede voce alle donne

Falcini traduce dall’originale i canti tramandati dalle donne in quella forma grafica, trascritti non solo su carta – solo per le produzioni più preziose- ma soprattutto sugli oggetti di tutti i giorni ai quali le donne attendevano come custodi privilegiate: cinture, cappelli, scarpe, abiti

La profondità delle tenebre e l’intensità della luce

Intervento dello scrittore Yan Lianke. Abbiamo lavorato duramente e profuso sforzi immani nella speranza di divenire il centro del mondo o parte di esso. Un secolo di lotte e di umiliazioni, abbiamo stretto i denti e abbiamo pazientato. In seguito all’adozione della politica di riforma e di apertura, la Cina è ascesa alla ribalta, il che ci ha fatto assumere un’aria tronfia e sussiegosa. Questa spavalderia ha reso il nostro Paese un modello e al contempo un nemico pubblico del mondo

«Ogni cultura è un ibrido»: la letteratura di Han Shaogong

Comprendere la natura e gli strati più bassi del tessuto sociale non può che far bene. Sono sempre stato un po’ diffidente nei confronti della vita facile: quando siamo serviti e riveriti e dormiamo su un letto di piume è come se imboccassimo la scorciatoia più rapida per approdare a una vita mediocre

Per preservare la stabilità Pechino estende i diritti dei lavoratori migranti

Pochi giorni fa, per la prima volta, Pechino ha annunciato che estenderà le indennità di disoccupazione e altre forme di aiuti emergenziali anche ai mingong, da sempre considerati cittadini di classe B ed esclusi dal sistema di previdenza sociale delle città d’adozione

Pillole di Cina – Con decenza parlando

Da simbolo erotico a simbolo di protesta femminista: la nostra “pillola” dedicata alla fasciatura dei piedi

La primavera mancata di Wuhan

«Siamo diventati un popolo con una cattiva memoria, ma con un’eccellente amnesia». Un intervento della scrittrice cinese Yan Geling sulla reazione della popolazione alla quarantena e al Covid

Sinosfere – Servire il popolo o servire il Partito. Il diario di Fang Fang e i dilemmi degli scrittori nella Cina di oggi

In un intervento di qualche settimana fa pubblicato sul Manifesto lo scorso 24 marzo, Yan Lianke lamentava che la letteratura, di fronte all’infuriare dell’epidemia, data la sua incapacità di recare conforto materiale alle persone in difficoltà, sarebbe ormai impotente e marginale. In realtà, ciò che intendeva dire era esattamente il contrario: la letteratura, in questo tragico frangente, un potere ce l’avrebbe eccome, se solo gli scrittori cinesi smettessero di starsene a guardare e si decidessero finalmente a parlare

Chen Qiufan: «Intelligenza artificiale e Big Data sono la nuova normalità»

Intervista allo scrittore di fantascienza cinese: «La decisione più importante è stata chiudere tutto, anche se è costata economicamente»

Sinosfere – (Auto)narrazioni in Cina ai tempi del coronavirus

Nel presente contributo verranno prendese in esame alcune narrazioni “dal basso” della società cinese, emerse nei giorni scorsi attraverso diversi canali. Registrare e dar conto di tali voci non ha tanto l’ambizione, o la velleità, di trovarvi un ribaltamento del discorso ufficiale; è però sotto il clangore dei grandi proclami e la freddezza dei dati statistici che scorrono le vite, non di rado invisibili se non persino dimenticate, la cui vita quotidiana, nella sua manzoniana “meccanicità”, è stata completamente sovvertita e che stanno subendo il prezzo sociale dell’attuale crisi. In questo quadro è utile e interessante analizzare il legame contraddittorio e la negoziazione che si instaura fra queste (auto)narrazioni e la grande narrazione di Stato.

Sinosfere – Una nuova “guerra di popolo” per raccontare la “storia della Cina”

Al momento l’emergenza epidemiologica nella Repubblica Popolare Cinese (RPC) sta rientrando, ma il processo di riscrittura della storia dell’epidemia come “trionfo del modello politico cinese” non si arresta

Pillole di Cina – Tu chiamala se vuoi, anestesia

Attualmente, l’agopuntura è il trattamento terapeutico più diffuso in tutti gli ospedali cinesi, esso è frequentemente associato a quello farmaceutico o ad altre tecniche, e i vari sistemi sembrano collaborare egregiamente e potenziarsi a vicenda a vantaggio dei pazienti. L’agopuntura può qualcosa contro il coronavirus?

Impotente e inerme: la letteratura ai tempi dell’epidemia

Riconoscere e ammettere che la letteratura ricopre ormai un ruolo marginale non significa compiere un’azione riprovevole. Tutt’altro. Significa semplicemente riconoscere che nella nostra epoca uno scrittore altro non è che uno scrittore

Sinosfere – Quali valori per la modernità cinese?

Questa ricerca vuole essere una ricognizione, esplorativa più che sistematica, dei principali temi oggetto di contesa nella disputa sui “valori” in corso fino a pochissimi anni fa. A essere presentati sono cinque testi che, pur non essendo stati scritti in risposta l’uno all’altro, sembrano idealmente dialogare intervenendo su questioni interrelate da prospettive diverse

Albert Londres, taccuini della lontananza

Edito da Obarrao, «La Cina nel caos» è il viaggio del reporter nel 1922. Arriva nel paese nel turbolento periodo dei Signori della Guerra, trovandolo politicamente allo sbando. Doveva descrivere per i lettori del quotidiano francese «Excelsior» una condizione di cui aveva già raccolto impressioni fulminanti in Giappone

Sinosfere – La rappresentazione del corpo nella narrativa cinese postsocialista

Questo breve excursus della produzione narrativa incentrata su tematiche afferenti alla questione del corpo vuole descrivere brevemente il tentativo da parte degli autori della narrativa postsocialista cinese di liberarsi della pesante eredità dell’era socialista in cui l’individuo era visto solamente come un soggetto politico.

I nostri corpi e le voragini della Storia

Intervento dello scrittore cinese Yan Lianke tenuto online il 21 febbraio per gli studenti della Hong Kong University of Science and Technology

Pillole di Cina – Si fa presto a dire Wuhan!

Tra il 1910 e il 1911, il malcontento e il risentimento della popolazione – costituita da operai, barcaioli, soldati politicizzati e disoccupati – si espressero in manifestazioni contro la corte imperiale Qing che continuava a vendere concessioni ferroviarie agli stranieri, a decretare insopportabili tasse, a imporre alle donne Cinesi (ma non alle Manciù) la tradizione dei piedi fasciati. Non è dunque un caso se fu proprio ad Hankou – una delle tre città che formavano vecchia Wuhan -che scioperi e boicottaggi diedero l’inizio alla rivoluzione repubblicana. L’affascinante storia della città cinese tristemente nota all’estero per il coronavirus

Yan Lianke: «Ansia e rabbia da virus stanno sfumando»

Intervista allo scrittore cinese in «isolamento»: «Ci stiamo abituando anche a questa vita»

Pillole di Cina – Pericolo giallo-imperiale con gradazione Fiume-Giallo

Basta conoscere un minimo di storia e di antropologia, o magari essersi limitati a sprofondare in poltrona e avere visto un documentario di viaggi in Cina, per sapere che in quel Paese sono presenti cinquantasei etnie differenti. Soltanto chi ignora questa realtà, o qualcuno in malafede potrebbe affermare che la caratteristica morfologica che accomuna una popolazione così varia e numerosa (a metà 2019 stimata a 1.441.800.000 abitanti) sia il colore della pelle che certo non è giallo ma, da nord a sud e da est a ovest del Paese, si manifesta invece con una tavolozza di sfumature cromatiche che testimoniano la varietà e la bellezza della razza umana.  

Pillole di Cina – Mannaggia ai demoni delle epidemie!

Nell’antichità, i cinesi credevano che l’epidemia venisse diffusa dagli spiriti malefici e capricciosi di defunti vendicativi. E secoli dopo, intorno al IV d.C., quando la religione popolare si era sufficientemente nutrita di un miscuglio di taoismo, buddismo e confucianesimo, la nascita e la diffusione del morbo ebbero un’interpretazione che ci ricorda i momenti bui della nostra Storia: erano il giusto castigo collettivo inviato dalle divinità all’umanità peccatrice

Pillole di Cina – Caro Papa ti scrivo. Firmato: il Khan Oceanico.

Che la religione sia l’oppio dei popoli l’hanno affermato molti teorici del comunismo; si sa anche che nei regimi totalitari la libertà religiosa e di pensiero è sempre vista come un pericolo di anarchia sociale, ed è dunque repressa in modo più o meno palese. Ma in realtà il difficile dialogo tra Santa Sede e Autorità cinesi non è iniziato il 1° Ottobre 1949 con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese e l’avvento al potere del Partito Comunista, bensì ha radici molto, molto lontane. Per l’esattezza, nel 1245.

«Donne di conforto», la voce ritrovata contro la violenza

«Storia della nostra scomparsa» di Jing-Jing Lee, in libreria per Fazi. Un mondo di fantasmi, quello descritto dalla protagonista Wang Di, che racconta anche il silenzio successivo delle famiglie

Sinosfere – Ba Jin, la coscienza del secolo

Anarchico, romanziere celebre che influenzò almeno due generazioni di giovani rivoluzionari prima del 1949, traduttore poliglotta, esperantista, editore coraggioso e scopritore di talenti letterari; dopo il 1949, membro d’onore dell’Associazione Nazionale degli Scrittori e rappresentante della cultura cinese all’estero: a un tempo intellettuale eterodosso e uomo di apparato, Ba Jin fu tutto, ricoprì tutti i possibili ruoli

Il cinese da strada

Il ritmo della vita nelle grandi città cinesi è in costante aumento e, di pari passo, anche la lingua evolve ad una velocità tale che ogni anno vengono addirittura stilate classifiche apposite delle nuove parole o espressioni più usate. Sono gli utenti di internet i primi innovatori in questo senso. La maggior parte dei neologismi infatti nasce online: dalle discussioni, dai video in circolazione, dalle notizie più divertenti o piccanti vengono estrapolate o rielaborate espressioni che, sempre attraverso gli efficientissimi strumenti di condivisione online, entrano con estrema facilità nella quotidianità di tutto il Paese. Si tratta perlopiù di modi di dire allusivi, difficilmente comprensibili se interpretati alla lettera e in qualsiasi caso assenti da dizionari e manuali di lingua. “CDS. Cinese Da Strada” raccoglie quelli più diffusi entrati ormai nel linguaggio comune: neologismi, insulti, parolacce, allusioni che è bene conoscere per non trovarsi impreparati ad affrontare la Cina odierna. China Files e Orientalia Editrice ve ne regalano per Natale un assaggio

Pillole di Cina – La “Bella ciao” di Taiwan

Di come Zhou Lanping nel 1954 compose la musica per una canzone struggente. Una canzone che, oltre ad avere una valenza musicale e un impatto poetico rilevante, per l’intreccio tra i sentimenti d’amore e gli aneliti di libertà, può essere definita la “Bella ciao!” cinese

Sinosfere – Vitalità, continuità e rinnovamento del Buddhismo nella Cina d’oggi

Il Buddhismo si trova oggi in uno stato di evidente vitalità in Cina, sia nelle sue manifestazioni istituzionali, sia in ambienti che scelgono un profilo defilato per poter operare con la maggiore libertà possibile all’ombra dei riflettori. La continuità rispetto al passato è stata garantita, all’inizio degli anni Ottanta, dal ritorno sulla scena di alcuni dei principali protagonisti del Buddhismo cinese dell’epoca repubblicana, sopravvissuti – talvolta fisicamente, altre attraverso i propri lignaggi di filiazione spirituale – alle traversie dell’epoca maoista

Sinosfere – La poesia nel Mondo Nuovo: i robot cinesi nella scena letteraria

Il 19 maggio 2017 sulla scena della poesia cinese c’è stato un insolito debutto. La Beijing United Publishing ha pubblicato il volume Il sole ha perso la sua finestra, pubblicizzato come “la prima raccolta di poesie creata al 100 % dall’intelligenza artificiale”, firmata della Poetessa Fanciulla Xiao Bing. Queli sono gli effetti di questa affascinante simbiosi fra forme tradizionali d’espressione da una parte e tecnologie moderne dall’altra? Quali sono le motivazioni? Quale ruolo viene immaginato per la poesia nello scenario dell’ambizioso Sogno Cinese del presidente Xi Jinping?

Sinosfere – Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo cinema cinese

Tanto da un punto di vista formale, la rappresentazione della follia richiede libertà e creatività per dare forma a concetti scivolosi quali, appunto, follia e normalità, allucinazione e visione. Le definizioni stesse di percezione e realismo entrano in gioco, per non parlare della teleologia foucaultiana che definisce i paradigmi attraverso i quali la società sorveglia, punisce, regola e controlla i cittadini. Difficile, di conseguenza, trovare ampie declinazioni di pazzia in un cinema cinese che, come del resto le altre arti, è stato forgiato da costrittive contingenze storiche.

Il quaderno di Verbiest

“Sterminata e pietrosa terra dei Tartari. Anno del Cane 1682, mese di aprile o forse maggio. Ferdinand Verbiest, nativo di Pittem nelle Fiandre Spagnole, missionario della Compagnia di Gesù, direttore dell’Ufficio Imperiale di Astronomia in Pechino, inizia a scrivere…”. Sono queste le prime righe di un diario che Verbiest appunta su un quadernuccio sbrindellato, pagine in cui si rincorrono presente e passato in una nube di avvenimenti tragici e di interrogativi dilanianti. Costretto dall’imperatore Kangxi a rientrare a Pechino da solo e lungo un itinerario sconosciuto e pericoloso, il missionario gesuita troverà rifugio in un accampamento – o villaggio che dir si voglia – dove sarà suo malgrado testimone di efferati omicidi. Tra il tormento per l’imperdonabile errore che lo ha portato in quella disgraziata situazione e il terrore verso un popolo di cui parla la lingua ma che fatica a comprendere, tenterà di farsi accettare cominciando a raccontare storie di mirabolanti imprese. Dopo “L’amico di Galileo” e “Il sipario di giada”, “Il quaderno di Verbiest” chiude la trilogia dedicata ai missionari gesuiti in Cina da Isaia Iannaccone. China Files ve ne regala un estratto per gentile concessione di Orientalia Editrice

Sinologie – Il bozzolo e la scrittura balinghou

Il bozzolo giunge a ben dieci anni di distanza dall’ultimo romanzo di Zhang Yueran ed è stato inserito dalla rivista Asia weekly tra i dieci migliori romanzi del 2016. Secondo il capo redattore della rivista Harvest Cheng Yongxin 程永新 (n. 1958), l’opera è in grado di far cambiare l’impressione che si è sempre avuta sugli scrittori nati negli anni Ottanta in quanto nuova riflessione sulla storia contemporanea che simboleggia il valore e la nuova direzione della scrittura balinghou.

Sinosfere – La politica del futuro della modernità cinese

Nato con la missione di erigere la “nuova” Cina, il Partito Comunista dal futuro è sempre stato ossessionato, proprio perché è sempre stato dalla sua capacità – o meno – di tradurre in realtà le proprie grandiose immagini della Cina futura che è sempre dipesa la legittimazione della sua leadership e quindi la sua sopravvivenza. Ma tale ossessione non è un semplice retaggio comunista, un’eredità per così dire dell’utopismo marxista-leninista. Ci sono degli schemi ricorrenti, nel modo in cui il Partito immagina il futuro, i quali a loro volta hanno una storia che precede l’esistenza del Partito stesso

Sinosfere – Tradizione e legittimazione politica nella Cina di Xi Jinping

Le dottrine di governo elaborate durante la dinastia Zhou (1045-256 a.C.) sono state la costante fonte d’ispirazione e di legittimazione politica a cui hanno attinto re, imperatori, ministri e amministratori pubblici per oltre due millenni. Non deve quindi sorprendere se quei principi siano oggi tornati in auge.

Sinosfere – Il Dao e la virata ambientalista cinese

La percezione comune che l’occidentale medio ha del rapporto tra cultura cinese e ambiente naturale oscilla tra due estremi: l’uno considera il mondo cinese come rappresentativo di un approccio devastante e mortifero nei confronti delle risorse naturali; l’altro identifica la “società” cinese con il “pensiero” cinese, visto come un qualcosa di omogeneo ed immutabile, e caratterizzato da una edenica simbiosi con la natura. Nel discorso sulla Cina, tali estremi sono spesso assunti contemporaneamente, distinguendo un distopico e inquinato presente da un felice e armonioso passato

Cinarriamo, storie tra identità e alterità

Cinarriamo, Storie tra identità e alterità – pubblicato da Orientalia editrice – ha come obiettivo quello di dare voce alla narrazione dell’elaborazione identitaria dei sino-italiani nati o cresciuti in Italia, attraverso la stesura di racconti reali o di fantasia che successivamente sono stati selezionati da una giuria di qualità composta da esperti, sinologi, conoscitori del mondo cinese. In questo estratto selezionato per China FIles, con il racconto 2083, Alessandro Zhu ci parla di una realtà fantascientifica – in pieno trend con il recupero del genere sia in Cina che in Italia – proponendo uno spunto di riflessione sul rapporto tra nazionalità ed identità in un futuro non troppo lontano. In tutti i racconti emerge con forza l’urgenza degli autori a voler uscire dall’angolo della rappresentazione stereotipata che li vuole chiusi nella comunità cinese, e si rivela esplicitamente la necessità di avviare nalmente una narrazione più corretta e verosimile che ne sveli le reali sensibilità di nuovi cittadini d’origine cinese e che ne riconosca le e ettive capacità d’influenza nel contesto socio-culturale italiano.

Pillole di Cina – Dai, ritocchiamoci un selfie!

Se si potesse assegnare un Oscar per il ritocco fotografico, sicuramente lo vincerebbe un cinese. Il gigante asiatico vanta infatti un Photoshop ante litteram che però, non riguardavano soltanto l’abbellimento di persone comuni, ma anche l’iscrizione sul libro nero di personaggi diventati scomodi e dunque da eliminare.

Pingyao e le nuove frontiere del cinema

L’antica cittadina di Pingyao, nel nord-ovest della Cina, che si è appena conclusa la terza edizione (10-19 ottobre) del festival del cinema fondato dal regista cinese Jia Zhangke. Con la stimolante direzione artistica di Marco Muller, questo piccolo festival ha consolidato la sua posizione in Cina, distinguendosi nel presentare un cinema d’autore proveniente da tutto il mondo, privilegiando i paesi «emergenti», opere prime e seconde di giovani cineasti cinesi e in generale film che qui sarebbe molto difficile vedere in sala

Pillole di Cina – Vade retro, Satana!

Nelle antiche fonti cinesi si trovano poche notizie sulla Grande Muraglia, per di più viziate da problemi linguistici. Le prime descrizioni realistiche giunsero in Europa con le cronache dei missionari gesuiti (a partire dal secolo XVII). Ma è solo nel settembre del 1984 che Deng Xiaoping 邓小平 rese la Grande Muraglia emblema della Cina contemporanea.

Pillole di Cina – Le zattere del Mar Cinese Meridionale

Per rivendicare le Spratly e le Paracelso, il governo cinese ha esibito in sede di disputa internazionale, undici antichi documenti che proverebbero che attorno al 210 a. C., la dinastia Han avrebbe costruito un avamposto amministrativo sull’isola di Hainan la cui sfera d’influenza si spingeva fino agli arcipelaghi menzionati. Ma tutt’oggi nuove mappe continuano a spuntare, negando le pretese cinesi

Pillole di Cina – Gli Africani? Aiutiamoli a casa loro!  

Al di là delle cifre snocciolate dagli esperti, l’idea che aleggia nei report e nei saggi del settore, è che l’allarmismo occidentale per la presenza dei Cinesi in Africa non derivi soltanto dalla competizione economico-politica, ma che ci sia anche una componente “emotiva”, una sorta di ius primae noctis africana di cui l’Occidente si arroga il diritto. Come dire: che ci azzeccano i Cinesi in Africa? Ebbene, cari Occidentali, i Cinesi ci azzeccano, eccome, in Africa, visto che anch’essi l’hanno frequentata con una certa regolarità sin dall’antichità.

Relazioni culturali Italia-Cina e Via della Seta

Sul Quotidiano del Popolo del 7 luglio un articolo della italianista Yang Lin (Università di Nankai) parla dei diari di viaggio in Cina di Cassola Fortini e Parise, i primi due nella delegazione culturale capeggiata da Piero Calamandrei nel 1955 (Foto). Si ricostruiscono le premesse culturali delle relazioni diplomatiche di cui nel 2020 si festeggerà il 50mo anniversario

Pillole di Cina – No vax! Si vax! Lei come la pensa, signor primo ministro Wang Dan?

Quando il suo primogenito morì a causa del vaiolo, per evitare altri contagi in famiglia, il primo ministro Wang Dan fece chiamare un alchimista della comunità taoista del Monte Emei. Fu questo saggio taoista, durante la dinastia Song, a rivelare e mettere in pratica la prima vaccinazione mai prima documentata in altre civiltà

Karma Hostel

“Karma Hostel” è la storia di un giovane italiano che, deluso dal proprio Paese, emigra in Cina. A Houhai, un paesino di pescatori cantonesi sull’isola tropicale di Hainan, apre un ostello per surfisti. Così inizia un’avventura dalle spiagge tropicali del Sud alle montagne del Sichuan fino alla poetica decadenza di Pechino e Chongqing. Tra tifoni, onde tropicali e voli alla De Quincey, De Luca mostra, con uno stile avvolgente, una Cina underground psichedelica e ribelle. Una sanguigna denuncia sociale, ecologica, antropologica, di un mondo avvelenato in cui Occidente e Oriente si specchiano l’uno nell’altro. China Files ve ne regala uno stralcio per gentile concessione dell’editore

I cannibali di Mao

“Come mai la Cina, fino a ieri produttore di mercanzia a basso costo, oggi domina il mercato high-tech mondiale, si impone come attore globale, assume il controllo economico e finanziario di intere nazioni ed è in grado di “richiamare all’ordine” persino gli Stati Uniti d’America? In questo libro Marco Lupis ci spiega l’origine del nuovo potere globale cinese, quali sono le sue radici e dove ci sta portando. Lo fa cominciando da quell’alba umida e rovente del 1995 quando – giovane reporter poco più che trentenne – atterrava per la prima volta nella sua vita nel vecchio aeroporto Kai Tak di Hong Kong, lembo di terra in Cina, allora ancora saldamente colonia di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, e aveva inizio così quella che lui stesso ha definito: “Una vera storia d’amore, vissuta non con un’altra persona, ma con un continente, l’Asia, e con un popolo in particolare: i cinesi”. China Files ve ne propone un estratto per gentile concessione dell’editore

Pillole di Cina – Hong Kong un porto profumato…di oppio

Nel 1810, quando con l’aiuto di funzionari corrotti ormai l’oppio entrava a fiumi in Cina venduto da contrabbandieri cinesi e mercanti senza scrupoli inglesi, malesi e americani, e fiorivano dappertutto le fumerie, un editto imperiale decretava: «L’oppio è un pericolo. Per debellarne il traffico, nella primavera del 1839 fu inviato a Canton l’incorruttibile Lin Zexu, come commissario imperiale

Il sipario di giada

Tra fantasia ed eventi storici effettivamente accaduti, personaggi reali e d’invenzione, “Il sipario di giada” – secondo romanzo della trilogia di Isaia Iannaccone dedicata ai missionari gesuiti nel Celeste Impero – ricostruisce il caso de La Cecchina in Cina, simbolo estremo del desiderio di dialogo fra civiltà, raffinato, onirico e poetico emblema di umanità, arte e diplomazia, dolente testimone di un tragico evento che si stava allora preparando contro i protagonisti di tale avventura: la soppressione della Compagnia di Gesù. China Files ve ne rigala uno stralcio per gentile concessione della Libreria Editrice Orientalia

Pillole di Cina – Vermi e spionaggio

La seta è stata da sempre un prodotto cinese, e la sua tecnologia è rimasta segreta per quasi tre millenni, protetta da leggi severissime che condannavano a morte chi l’avesse divulgata e anche chi avesse esportato i bachi e il gelso fuori dai confini del Paese. In quella che oggi definiamo “bilancia dei pagamenti” la seta fu per la Cina una vera benedizione commerciale, e fu questo il motivo principale che spinse a mantenere nascosto e inaccessibile tutto ciò che ruotava attorno ad essa

Pillole di Cina – Bottiglie e rivoluzione

Bottigliette messe a testa in giù. Niente di più pacifico: semplici, innocue, banali, piccole bottiglie. Questa “l’arma” utilizzata dai manifestanti durante le proteste dell’89

Le Vie della Seta in salotto

Il richiamo all’antica via della seta é sempre presente nella narrazione che Pechino propone del proprio progetto economico e politico. La One Belt One Road è oggi presentata come la Nuova via della seta, a rassicurare i più timorosi. In tutto questo parlare di nuova via della seta, c’è anche chi l’ha ripercorsa per immagini, riproducendola grazie alla tradizionale tecnica degli artisti della seta cinesi.

Cronache dal tempo che non torna

Legami e distanze in un itinerario che dalla Cina arriva fino al Giappone. Le edizioni O barra O portano in Italia due volumi importanti, di Victor Segalen e Albert Londres. Tra archeologia, arte e giornalismo d’inchiesta, le fasi imperiali e contraddittorie di entrambi i Paesi

La Cina cyborg del Bookworm Festival

Tripla intervista a Peng Simeng, Zhang Ran e Bao Shu, scrittori cinesi che si stanno imponendo anche in Italia. Rivoluzione e distopia per i tre giovani autori che hanno scelto uno dei generi più in voga nel Paese

Il retroscena delle tariffe

Gli Stati Uniti hanno mantenuto la parola. Dalla mezzanotte di venerdì le tariffe su 200 miliardi di dollari di made in China sono aumentate dal 10 al 25%. Il vicepremier Liu He è a Washington per ricucire lo strappo.

Pietre di parole contro Confucio

4 maggio 1919. Un secolo fa era il confucianesimo l’icona da abbattere. Si trattava di un’impresa immane nella quale si impegnarono i nomi migliori di quella che era l’«intellighenzia» dell’epoca

L’informazione a domicilio in Giappone

Il muro dell’informazione. Intervista a Shinichiro Kumagai, direttore della rivista mensile di politica internazionale Sekai (Il Mondo), sul mercato editoriale in Giappone

Han Song: “lo sci-fi è come il rock”

Un incontro con Han Song, prolifico scrittore di fantascienza quasi sconosciuto in Italia. «È la forma di letteratura più libera. È ribelle, come la musica rock, che pure in questo paese è stata spesso vietata»

I cartoni e il caos maoista

La campagna dei cento fiori avviò un breve interludio liberale delle arti e delle scienze, represso appena un anno dopo all’insorgere di un’inattesa contestazione di massa contro l’operato del partito comunista. E’ sullo sfondo di quella fugace vivacità culturale che si è sviluppata la prima fase d’oro dell’industria dell’animazione “made in China”. Ma solo poche delle decine di migliaia di schizzi realizzati dai grafici dell’epoca sopravvissero alla furia devastatrice delle Guardie Rosse

La resistenza delle librerie cinesi

Quando nel 2003 Qidian.com (China Reading) lanciò il primo portale cinese di lettura online a pagamento, solo pochi ne avevano intuito la natura rivoluzionaria. A distanza di quindici anni il mercato cinese delle pubblicazioni in rete ha raggiunto un valore di 9 miliardi di dollari. La domanda sorge spontanea: con oltre 10 milioni di titoli a portata di click, chi avrà mai più la voglia di entrare in libreria?

L’orrore dell’inquinamento e il potere taumaturgico delle parole

Un incontro con lo scrittore cinese Qiu Xiaolong, autore del fortunato «L’ultimo respiro del drago», edito per Marsilio

L’inafferrabilità del Celeste Impero

A proposito del libro «Oltre la grande muraglia» di Alberto Bradanini. Esistono tratti distintivi che permettono alla Cina di essere laica e flessibile di fronte agli eventi della storia? Non c’è stato alcun allargamento della democrazia nel paese, come conseguenza del progresso economico

Giallo a Edo

Solo pochi decenni separano l’epoca in cui Kido scrive delle investigazioni di Hanshici dall’era di Edo in cui sono ambientate le vicende, ma per il lettore contemporaneo dell’autore il tempo trascorso sembrava molto di più tanto era cambiata la città. Questo fu uno degli effetti narrativi che contribuì al successo dell’opera e ne marca l’originalità rispetto all’opera di Doyle a cui si ispira.

Qualcuno salvi il cinese

Si chiama Yaowen Jiaozi ed è il peggior incubo degli scrittori cinesi. Questo perché il settimanale letterario ha una missione ben precisa: combattere gli errori di scrittura più frequenti sulla base delle segnalazioni dei lettori. A finire nel mirino persino il premio nobel Mo Yan. Nonostante la crisi della carta stampata, Yaowen Jiaozi si tiene a galla da oltre 20 anni con ritmi di 200mila iscritti paganti, di cui molti a loro volta impiegati nel settore dell’editoria.

Diplomazia a colpi di reperti

Da quando la Cina ha scoperto la cultura della conservazione dei beni storico-artistici il settore è diventato immediatamente laboratorio d’incontro tra il gigante asiatico e il resto del mondo. La tradizione archeologica in Cina si fa risalire al 1921, quando lo svizzero Johan Gunnar Andersson sbalordì la Repubblica popolare ipotizzando che la civiltà cinese avesse origini più occidentali di quanto non si credesse allora. La scoperta stuzzicò la fantasia degli accademici cinesi e da quel momento fino all’istituzione del governo comunista gli studi archeologici furono terreno di proficui scambi con l’estero

Globalizzazione in versi

Quest’anno al festival della poesia di Berlino organizzato dalla Haus für Poesie, accanto ai più noti Ai Weiwei e Yang Lian, a tenere alta la bandiera cinese c’era anche Zheng Xiaoqiong, nata negli anni ’80 nel Sichuan e diventata una lavoratrice migrante nel 2001. Per anni ha lavorato nella culla del manifatturiero cinese, il delta del Fiume delle Perle, documentando in versi le dure condizioni di vita dei mingong ai margini della legalità

Le dita agili del Vietnam

Le Nimble Fingers protagoniste del documentario di Parsifal Reparato, che si aggiudica il premio per il miglior documentario di media lunghezza al Golden Tree International Documentary Film Festival di Francoforte, sono le dita agili delle donne operaie del Vietnam, e di molti altri paesi asiatici. Il documentario sarà proiettato anche in occasione del festival Terra di Tutti di Bologna il prossimo 12 Ottobre.

Angela e il suo Taj Mahal

Negli ultimi anni della sua vita Angela Pascucci si era attivata per realizzare un blog, o un sito, che archiviasse tutto il suo lavoro, passato e futuro. La malattia non le ha permesso di andare oltre le prime fasi preliminari; ci proverà chi renderà vivo e aggiornato il sito, convinti dell’assoluto valore della sua visione.

Vite ai margini della grande Storia

Il repêchage della casa editrice Orientalia del romanzo «La casa dell’oppio» di Su Tong è l’occasione per ripercorre la sua letteratura intrisa di tragedia, fato e sfasamenti temporali

Meglio un documentario libero che indipendente​. Il caso Wu Wenguang

Oggi i giovani registi cinesi si trovano di fronte una struttura complessa da dover gestire: da una parte c’è il governo, dall’altra il mercato interno ed estero e i media occidentali

Il divenire «senza frontiere» della letteratura

Un’intervista con Xia Jia, scrittrice della new wave fantascientifica cinese tra le più influenti e seguite

Un mascalzone a Pechino

La Cina come professione. Fare paragoni tra epoche lontane tra loro è sempre un azzardo. Esistono però alcune costanti. La vita di Sir Edmund Backhouse, baronetto di sua maestà, rientra nella categoria, quella dei personaggi che attorno alla passione e alla profonda conoscenza dell’Oriente hanno costruito la propria figura. Una nostra recensione dell’«Eremita di Pechino», corposa biografica, pubblicata in Italia nel 1981 e compilata dallo storico Hugh Trevor-Roper

Volpicelli, il raccoglitore di informazioni poliglotta

“Vegetariano integralista, maniaco dell’esercizio fisico, appassionato di testi esoterici, studente modello del Collegio Cinese L’Orientale, nel 1881 Volpicelli lascia la città natale alla volta dell’Oriente.” Il libro Dante in Cina racconta la sua storia

La Chinatown milanese al ritmo di blues

Un omaggio a Jannacci nel primo singolo del cantautore Folco Orselli “Paolo Sarpi Blues”, che racconta la più antica Chinatown italiana, quella di Sarpi – Canonica, rigorosamente in dialetto milanese. Regia ad opera del collettivo di videomaker il Terzo Segreto di Satira.

Gli agenti cinesi alla conquista dell’Australia, su Netflix e nella realtà

La nuova legge contro le interferenze straniere mette nel mirino la rete di agenti cinesi, capace di influenzare la politica australiana a 360 gradi. Sullo sfondo, la crisi nei rapporti tra i due Paesi. Ma il peso economico della Cina continua a crescere. Una serie tv aveva previsto tutto

La Thailandia onirica di Prabda Yoon

Narrativa. Lo sguardo trasognato dello scrittore di Bangkok nella raccolta di racconti «Feste in lacrime», pubblicata da Add Editore

Vite attraversate dalla storia

Due donne, due cinesi che oggi sono professioniste affermate. Xiaolu Guo è una scrittrice e regista, Zhu Xiao-Mei è una delle pianiste più note al mondo, considerata una delle massime interpreti delle Variazioni Goldberg di Bach. Appartengono a due generazioni differenti, ma hanno origini comuni: sono entrambe del sud della Cina

La memoria espropriata

Un’intervista alla scrittrice sino-malese, ospite al Taobuk di Taormina. Dolente e sinfonico, «Non dite che non abbiamo niente» è il suo ultimo titolo tradotto in italiano

Dove il fantastico e l’assurdo si toccano

YU HUA. Un’intervista con lo scrittore cinese ospitato a Cagliari. Aver narrato i nodi storici, spesso violenti e caotici, lo ha avvicinato anche ai lettori occidentali. Tra i suoi volumi «Vivere», «Cronache di un venditore di sangue», «Brothers» e « Il settimo giorno»

Sunday Morning – Omodaka

La musica da videogame incontra la musica tradizionale in un unico mix dance. I vocalizzi delle canzoni popolari del Nordest del Giappone uniti alle melodie artificiali della musica da videogame. Da Tokyo Omodaka

Wenchan Ban – Pixel Echo e i suoni dai margini

A Pechino si sperimenta. L’etichetta Bwawe organizza Pixel Echo, serate a base di elettronica e contaminazioni. Musica, ma non solo, in un appuntamento che ormai è una garanzia. Cronaca di una serata allo Yue Space.

Sunday Morning – Nine Treasures: Wisdom Eyes

it

FreeVantablack – Ricordando ZAJIA e un’idea di cultura vivente

Oggi a Pechino manca un luogo come ZaJia: spazio artistico, d’incontro, di performance e di bevute, era un polo d’attrazione negli hutong pre-gentrificazione. Alessandro Rolandi ricorda questo spazio del comune, dove più o meno tutti hanno mosso i primi passi.

A Pyongyang non ci sono gli alieni

La fantascienza nordcoreana canta le gesta dell’uomo. Sono però ammessi i mostri. E’ il caso di Pulgasari, ispirato a Godzilla e a un film sudcoreano degli anni Sessanta.

Wenchan Ban – Tra scimmiotti e India, i film di Chunjie 2017

Il capodanno cinese o Festival di Primavera, come per il nostro Natale, è il momento di picco della presenza nelle sale cinematografiche cinesi. Essendoci ormai in Cina oltre 40.000 schermi circa, è chiaro che i numeri del box-office siano da capogiro. Ma è tutto oro quello che luccica?

La Cina dell’ultra-irrealismo

In cinese si dice «chaohuan», significa alla lettera «superare l’irreale» o «superare l’immaginario». Un scrittore pechinese lancia una corrente letteraria che cerca di raccontare la Cina contemporanea, dove la realtà supera la fantasia. L’ ultra-irrealismo non inventa niente, è la descrizione della quotidianità cinese. 

Sunday Morning – Yishi: Liu Bei Chi

it

FreeVantablack – Il dilemma di un pittore

it

Wenchan Ban – Ascolti di Primavera

it

Fermare le recensioni negative

it

Sunday Morning – Metafive: Musical Chairs

it

FreeVantablack – La resistenza secondo quattro giovani donne

it

Wenchan Ban – Great Wall: la costosa scommessa del cinema cinese

Cosa c’è di più simbolico ed evocativo della Grande Muraglia, quando si parla di Cina? Edoardo Gagliardi ha visto l’ultima opera cinematografica di Zhang Yimou, kolossal come il monumento da cui prende il nome, e ce lo racconta.