i taccuini del coccodrillo

Add Editore pubblica “I taccuini del coccodrillo” di Qiu Miaojin

In Cultura by Camilla Fatticcioni

Dopo più di trent’anni dalla pubblicazione originale nel 1994, esce finalmente per Add Editore, nella traduzione di Silvia Pozzi, l’opera più nota della scrittrice queer Qui Miaojin: I taccuini del coccodrillo.

Con la pubblicazione de I taccuini del coccodrilloAdd Editore porta finalmente in Italia uno dei testi fondamentali della letteratura taiwanese contemporanea e della narrativa queer asiatica: Notes of a Crocodile, pubblicato originariamente nel 1994 da Qiu Miaojin. Romanzo di culto da oltre trent’anni, il libro non è soltanto un racconto di formazione e una storia d’amore , ma il ritratto di una generazione sospesa tra emancipazione e marginalità, tra desiderio di libertà e necessità di nascondersi.

Il racconto si svolge nella Taipei della fine degli anni Ottanta,  una fase cruciale della storia taiwanese. Dopo quasi quarant’anni di regime autoritario, la legge marziale viene revocata nel 1987, aprendo una stagione di democratizzazione, fermento culturale e ridefinizione identitaria. Tuttavia, se la società sembra avviarsi verso una maggiore apertura politica, le norme sociali e morali restano profondamente conservative, soprattutto nei confronti delle minoranze sessuali. È in questo spazio di contraddizioni che si muove Lazi, protagonista del romanzo, studentessa universitaria alle prese con il desiderio, la scoperta di sé e una tormentata relazione con una ragazza sfuggente, Shui-ling.

Qiu Miaojin costruisce un’opera stratificata e sperimentale, fatta di diari, lettere, confessioni, frammenti filosofici e osservazioni satiriche. La narrazione non ha uno sviluppo lineare, ma è un accumulo emotivo che trasporta il lettore all’interno dei pensieri più intimi della protagonista. Solo così Qui Miaojin è capace di restituire la frammentarietà dell’esperienza giovanile e la difficoltà di dare un’etichetta ai propri sentimenti.

Lazi osserva sé stessa e gli altri con lucidità crudele: ogni amicizia,  relazione sentimentale, delusione diventano l’occasione per interrogare il lettore sul significato dell’amore, dell’identità e dell’appartenenza. La narrazione di Lazi si intervalla ai racconti dei “coccodrilli”, creature costrette a travestirsi da esseri umani per sopravvivere in una società che non accetterebbe mai la loro natura. Coccodrilli sono chiunque sia costretto a vivere di nascosto, adattando continuamente la propria immagine alle aspettative sociali. Ed è proprio questo animale a diventare uno dei simboli più riconoscibili della cultura queer taiwanese.

I personaggi descritti da Qiu Miaojin sono inquieti, spesso autodistruttivi, incapaci di trovare un equilibrio tra ciò che desiderano e ciò che il mondo permette loro di essere. Eppure non c’è vittimismo nella loro rappresentazione. Al contrario, l’autrice osserva le fragilità dei suoi protagonisti con tenerezza e ironia, evitando qualsiasi idealizzazione.

La figura stessa di Qiu Miaojin contribuisce alla potenza emotiva dell’opera. Nata nel 1969, laureata in psicologia alla prestigiosa Università Nazionale di Taiwan, scrittrice, giornalista e cineasta, l’autrice pubblicò Notes of a Crocodile a soli venticinque anni. Trasferitasi successivamente a Parigi per proseguire gli studi, morì suicida nel 1995, a soli ventisei anni. La sua produzione letteraria è stata breve ma dirompente: oggi è riconosciuta come una delle voci più influenti della letteratura taiwanese contemporanea e una pioniera nella rappresentazione dell’esperienza queer asiatica, tracciando anche la traiettoria di un Paese che è stato il primo in Asia a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La Taipei raccontata da Qiu Miaojin appartiene a un passato preciso, eppure le sue domande restano attuali: quanto di noi siamo costretti a nascondere per essere accettati? Quanto costa costruire un’identità autentica? E quale spazio può offrire la letteratura a chi vive ai margini?