Caratteri cinesi - La fabbrica degli esami 1/2

In tutta la nazione, questa è probabilmente l'unica città dedicata al gaokao. Anche solo passeggiando si intuisce come tutto sia dedicato a quest'esame. Siamo a Maotanchang, cittadine della Cina orientale, la cui economia non si basa su fabbriche né su politiche governative. Ma su una scuola-fabbrica, la Maotaochang High School. China Files vi propone una traduzione dal Zhongguo Xinwen Zhoukan.





Probabilmente, in tutta la Cina, non esiste un villaggio più dipendente dal gaokao di quello di Maotanchang, sobborgo della città di Lu'an, nella provincia dello Anhui. Qui ogni luogo richiama in qualche modo l’esame: Cc'è l'"hotel dello studente migliore" e "il supermercato delle istituzioni scolastiche". Presso l'ufficio sanitario locale è anche possibile trovare i contatti telefonici dei professori della scuola secondaria. I migliori prodotti acquistabili sul posto sono gli integratori alimentari Naoqingxin e la bevanda energizzante "Sei noci". In strada, gli annunci pubblicitari assicurano che "la marca XXXX aiuta gli studenti a ottenere successo senza preoccupazioni". Persino sui sanlunche (i vitricicli) è affisso il calendario con i giorni che mancano all'esame, mentre all'approssimarsi della fatidica data le bancarelle che vendono scarpe lanciano promozioni dedicate al gaokao.

Il centro nevralgico del paese è - insieme all'istituto secondario Jinan - Maotanchang, una scuola superiore che conta oltre 20mila studenti. Negli ultimi dieci anni, il tasso di successo superiore all'80 per cento totalizzato dagli studenti locali l'ha resa una specie di leggenda del gaokao. Nel 2013, gli alunni dell'ultimo anno erano ripartiti in 90 classi:47 per gli studenti regolari e 43 per quelli fuori corso. Per la prima volta si sono registrati oltre 10000 partecipanti al gaokao, 11.222 per l'esattezza. "Speriamo che quest'anno oltre 8000 studenti riescano a entrare all'università", ha dichiarato il vicepreside della Maotanchang Li Zhenhua. Al 4 di luglio la sua voce è ormai diventata rauca a causa del troppo sforzo. Data la reputazione di cui gode la scuola, Li non nega che "i maggiori successi non derivano da fattori legati alla conoscenza".

Un anno di prigione

Nel supermercato della scuola sono in carica una schiera di batterie di cellulari e lampade da tavolo: su ognuno c'è su scritto il nome del proprietario. Il costo è di cinque centesimi [di yuan] a ricarica. Per evitare troppe distrazioni, infatti, i dormitori femminili non sono dotati di prese elettriche. Un particolare del quale Wang Ling è rimasta scioccata appena arrivata alla Jinan, la scuola di recupero della Maotanchang.

La gestione rigorosa della Maotanchang è da tempo nota non soltanto nella città di Lu'an, ma addirittura in tutta la provincia dello Anhui. Secondo Wang Ling, la scuola "è perfetta soprattutto per quegli studenti che mancano di autodisciplina. Inizialmente Wang aveva optato per un altro istituto superiore del posto. La sera finiva di studiare alle 21:.00, poi aveva modo di uscire di nascosto per andare a svagarsi negli internet point. Arrivata alla Maotanchang, invece, il coordinatore di classe l'ha subito preparata psicologicamente a "un anno di prigione". Ormai Wang oltre allo studio non fa più nulla. Il tempo di studio e riposo sono pressati tra loro come gli ingranaggi di un'automobile. Alle 6:30 di mattina entra in classe, alle 22:50 finisce lo studio individuale. Fa pausa soltanto una mezzora per il pranzo e per la cena. In aggiunta è prevista un'ora di relax dopo pranzo. Inizialmente la pausa doveva essere di due ore, ma dato che i professori vogliono che gli studenti riposino in classe, alla fine un'ora viene impiegata per il ripasso.

"Non rimane nemmeno il tempo per lavare i vestiti", si lamenta la ragazza con la madre. Ma lei non ha motivo di ritirarsi. Quella di andare a studiare alla Jinan è stata una sua scelta. La Jinan è una scuola privata cofinanziata e fondata dalla Maotanchang insieme a un altro istituto privato, che ammette sia studenti delle superiori ripetenti che in corso. In un certo senso, la Jinan e la Maotanchang sono considerabili come un'unica scuola.

Nel 2012, il punteggio più basso stabilito dalla provincia dello Anhui per accedere alla facoltà umanistica era di 512 punti. Wang aveva totalizzato soltanto 448 punti, ma non per puro caso. Infatti, l'anno scorso le tasse scolastiche per chi prendeva meno di 450 punti stavano sui 48mila yuan. E se uno studente non riusciva a sostenere il carico di studio e decideva di ritirarsi dopo due settimane dall'inizio dei corsi non avrebbe più avuto indietro i soldi.

Una volta entrata in classe Wang si è trovata subito circondata da una serie di striscioni. Dietro alla porta dell'aula c'è su scritto "Chi entra in classe sia tranquillo, chi teme la fatica non entri!" Sopra alla lavagna invece si legge "il Cielo premia i diligenti", mentre ai due lati svettano le scritte "confida in te stesso, prometti di lavorare duramente, di entrare all'università e ricompensare le fatiche dei tuoi genitori; ottimizza i tempi, impara le basi, fai esercizio diligentemente e vedrai sicuramente vedrai i risultati".

Centocinquantuno studenti si affollano nell'aula. L'insegnante entra in classe impugnando un microfono e scandisce: "Se vi cade la penna non potete piegarvi a raccoglierla". Quando si avvicina il momento dell'esame gli studenti tirano fuori dei fogli di cartone bianco e li dispongono tra di loro come divisorio. Considerato l'ampio numero dei partecipanti, la scuola non organizza manifestazioni sportive; mentre musica e ginnastica sono già stati rimossi dai corsi delle superiori.

Wang Ling ha la pelle chiara e le sopracciglia sottili. Non si è mai considerata magra, ma all'improvviso ha scoperto di avere le cosce e i fianchi troppo torniti. Colpa delle molte ore passate seduta a studiare senza fare esercizio fisico. In classe alcune compagne soffrono persino di stitichezza. Questo perché una volta finito di mangiare si va subito a riposare senza avere nemmeno il tempo di digerire. Il coordinatore di classe definisce il disturbo "un sintomo dello studio".

Per Li Qin, uno studente di scienze, i compiti giornalieri comprendono due test di matematica, quattro articoli in inglese da leggere, un esercizio di fisica, un altro di chimica più altri compiti di biologia. Il carico è veramente eccessivo, tanto che alcuni professori, tra cui quelli di politica, storia e geografia, scelgono spontaneamente di fare soltanto 20 minuti di lezione e di lasciare il resto del tempo agli studenti per finire gli esercizi.

La sera alle 22:50, una volta terminato lo studio e fatto ritorno a casa, Li continua a studiare per conto proprio fino alle 24.00, a volte fino all'1:00 di notte, prima di riuscire ad andare a letto. "Tra i miei compagni non c'è praticamente nessuno che va a dormire prima delle di mezzanotte", racconta il ragazzo. Una volta è capitato persino che un insegnante abbia detto ai genitori degli alunni di non credere ai figli quando dicono di aver finito i compiti per uscire a divertirsi." Perché in realtà i compiti che assegniamo sono praticamente infiniti".

Peraltro, alla Maotanchang posti in cui divertirsi non ce ne sono. Anche l'ultimo internet point della zona ha dovuto chiudere dopo che le autorità scolastiche e la polizia hanno fatto mettere le telecamere all'ingresso per controllare l'identità dei frequentatori. Sono monitorati da videocamere anche tutte le più di 160 aule della scuola, oltre a ogni principale incrocio e gli ingressi del campus. Gli unici luoghi di svago sono una sala da biliardo a gestione privata e un bagno pubblico aperto anche la notte. Tutto qui.

Wang Lin è sempre in ansia da prestazione; ci sono c'è l'esame settimanale, quello mensile e quello di ingresso. Ogni volta, finita la prova mensile, la scuola rilascia una graduatoria sulla base dei risultati ottenuti nella simulazione, così tutti gli studenti si riuniscono per vedere i risultati corrispondenti alla loro classe.

Per stimolare i ragazzi i coordinatori di classe spesso utilizzano parole di incoraggiamento come "devi farcela!". In realtà, gli insegnanti non pensano che l'esame sia poi così difficile; in fondo per superarlo bastano esercizio e costanza. Non c'è nemmeno bisogno che lo studente abbia chissà quanta iniziativa personale. E' sufficiente che segua i docenti, rispetti la disciplina, rimanga al passo con le lezioni e certamente migliorerà il proprio rendimento.

D'altronde, tutto questo si è già rivelato vero. Nel 1999 a superare l'esame presso la Maotanchang furono soltanto 98 persone, ma nel 2005 in un colpo solo passarono in un migliaio. Da quel momento ogni anno si è registrato un incremento di circa mille studenti. Fino a quando nel 2012 i promossi furono ben 7.626, ovvero oltre l'80 per cento dei partecipanti.

Inoltre si è constatato che la performance dei ripetenti spesso è anche migliore rispetto a quella delle matricole. Passato un anno a fare compiti su compiti, si ha la possibilità di migliorare il proprio punteggio finale di circa cento punti.

Il conto alla rovescia per l'esame è sempre affisso alla lavagna. Wang Ling ha persino un calendario attaccato sul banco. Ogni volta che passa un giorno, lo segna con un violento tratto di penna stilografica fino a formare una macchia nera d'inchiostro.

Autoincoraggiamento


"Se anche quest'anno vado male cosa mi resta da fare? Non posso ripetere i corsi di nuovo", si è lamentata una sera Li Guagua. Soltanto allora la madre ha compreso la disperazione della figlia. Dover rifare l'esame è un po' l'incubo di tutti i ripetenti. Proprio perché si tratta di una questione così pesante, i parenti preferiscono evitare il discorso.

C'è anche chi esprime il proprio stato d'animo sul banco di scuola. Nel 2012 uno studente ha scritto il voto finale cerchiandolo di rosso, un altro ha tracciato il carattere pin ("ce la metterò tutta!") e un altro ancora ha ricordato a se stesso: "questo è il debito che devi ripagare". "Non dimenticherò mai il giorno in cui ho fallito il gaokao" è invece lo slogan appeso in un'aula dedicata ai corsi di recupero. La scuola non si preoccupa della cattiveria con cui incita gli studenti e riapre vecchie ferite.

In realtà, inizialmente anche la Maotanchang aveva fatto parte dei "perdenti". Prima della straordinaria ascesa, la Maotanchang era semplicemente un'anonima scuola di Lu'an. Gli istituti superiori migliori della città erano la scuola N° 1 e la N°2, dove finiva chi prendeva il punteggio più alto. Alla Maotanchang arrivavano gli "scarti", quelli con votazioni più basse persino di 50 punti.

"I nostri studenti sono di secondo e terzo livello", si lagnano spesso i professori. E' per questo che chi esce dalla Maotanchang raramente riesce a entrare in università celebri come la Beida e la Tsinghua di Pechino. L'ultima volta che qualcuno è stato ammesso alla Beida risale al 2007. Oggi, sebbene la Maotanchang disti da Hefei soltanto 4 ore di macchina, abbia già una pista di atletica di 400 metri, e sebbene il controllo imposto dai docenti sia un marchio di fabbrica ormai noto in tutto il paese, l’istituto si considera ancora alla stregua di "una scuola di un paesino di montagna". La posizione svantaggiata di partenza - derivante dalla differenza del sistema d'istruzione urbano e rurale, nonché dall'ubicazione nascosta, motivo di preoccupazione e vergogna - col tempo è diventata piuttosto un incoraggiamento e uno stimolo a migliorare.

Ovunque nel campus, stampato sui lampioni o inciso sulle steli di pietra, si legge ,o slogan "se non eccelli in intelletto sii superiore per impegno; non pensare a cominciare, pensa a migliorare". L’unica cosa che possono fare quelli che non vogliono rimanere indietro è impegnarsi anima e corpo per progredire. Quando escono le votazioni gli studenti in peggioramento vengono avvertiti con frasi di ammonimento, mentre sulla tabella di quelli in miglioramento appaiono scritte di incoraggiamento del tipo "prosegui verso la vittoria senza paura".


Continua...



[Traduzione di Alessandra Colarizi per Internazionale]

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