In Cina e Asia - Trump fa marcia indietro su yuan e Corea del Nord

I titoli della rassegna di oggi:

-Trump fa marcia indietro su yuan e Corea del Nord
-Global Times: Pechino difenderà una Corea del Nord denuclearizzata
-Più Hollywood per oliare i rapporti Cina-Usa
-Shanghai prima città al mondo per commerci internazionali
-Taiwan primo paese asiatico a vietare la macellazione di cani e gatti
-Rodrigo Duterte fa inversione sul Mar cinese meridionale





Trump fa marcia indietro su yuan e Corea del Nord

Trump non bollerà la Cina come "manipolatore di moneta", una mossa che aveva minacciato di fare fin dal primo giorno del suo mandato. In un'intervista al Wall Street Journal, il presidente americano oltre ad aver espresso la propria preoccupazione per un dollaro troppo forte (e quindi poco competitivo), ha motivato la sua inversione a U citando la recente stabilizzazione della valuta cinese e l'inopportunità di creare tensione con Pechino in un momento di criticità sul versante nordcoreano. Analogo ripensamento sulla Corea del Nord, pomo della discordia del meeting di Mar-a-Lago. Ai microfoni del WSJ, The Donald ha affermato di aver ricevuto dal presidente cinese Xi Jinping una "lezione di storia" sull'argomento e di aver capito che non è una situazione "così facile". Secondo l'imprenditore, l'incontro con Xi ha evidenziato la "grande chimica" che lega i due leader. Ma più che di "chimica" pare trattarsi di puro pragmatismo. Il riavvicinamento di Trump alla seconda economia mondiale infatti giunge in concomitanza con il repentino deterioramento dei rapporti tra Washington e Mosca, precipitati con la risposta americana all'attacco chimico in Siria. 

Global Times: Pechino difenderà una Corea del Nord denuclearizzata


Lo smantellamento del programma nucleare in cambio della protezione cinese. E' questo il compromesso proposto dal Global Times, spin-off dell'ufficialissimo People's Daily. In un editoriale pubblicato giovedì il tabloid afferma che non appena "la Corea del Nord ascolterà i consigli della Cina e sospenderà tutte le attività nucleari, la Cina interverrà attivamente per proteggere la sicurezza di una Corea del Nord denuclearizzata e del suo regime". E' "l'opzione migliore", continua il Global Times definendo le ambizioni nucleari del Regno eremita "un'utopia". "Uno stato moderno non può continuare in questo modo" chiarisce l'editoriale ponendo l'accento sul livello di isolamento raggiunto dal regime di Kim Jong-un. Si tratta della seconda tirata d'orecchie effettuata dal quotidiano nazionalista in poche ore. Intanto alcuni esperti consultati dal South China Morning Post chiariscono che, nonostante il trattato di mutuo soccorso e cooperazione sottoscritto tra Pechino e Pyongyang nel 1961, il gigante asiatico non sarebbe costretto a intervenire in aiuto de regime del Nord in caso di guerra. Questo perché lo sviluppo dell'arsenale atomico nordcoreano rappresenta di per sé una violazione del trattato di non proliferazione nucleare delle Nazioni Unite dal momento che il patto di difesa sino-nordcoreano richiede che entrambi i paesi si prodighino affinché vengano rispettate la sicurezza e la pace. Diversi segnali dimostrano che il grado di tolleranza di Pechino è ormai sceso rasoterra: stando ai dati delle dogane, nel primo trimestre le importazioni cinesi di carbone nordcoreano sono precipitate del 51,6%.

Più Hollywood per oliare i rapporti Cina-Usa

Più carne americana, petrolio, gas e pellicole hollywoodiane. Secondo Mei Xinyu, ricercatore presso un think tank del ministero del Commercio cinese, sarebbe quanto concordato tra Pechino e Washington durante il recente incontro tra Xi Jinping e Trump. In cambio il presidente americano si sarebbe dimostrato disponibile ad accantonare la retorica bellicista, per aprire una piattaforma di dialogo della durata di 100 giorni volta a risolvere il problema del deficit commerciale tra i due paesi. Secondo l'esperto, più che all'apertura del settore finanziario cinese - ventilata dal Financial Times - è a una maggiore collaborazione nel settore agricolo che guarda Pechino - anche grazie ai rapporti privilegiati che Xi intrattiene con il nuovo ambasciatore americano in Cina, l'ex governatore dell'Iowa Terry Branstad. Il cinema è un altro possibile terreno di cooperazione. Proprio quest'anno Pechino si appresta a rivedere il sistema delle quote, che al momento pone a 38 il tetto massimo dei film stranieri importabile in Cina, il principale mercato d'esportazione per gli studios americani.

Shanghai prima città al mondo per commerci internazionali

Secondo dati ufficiali, le misure governative introdotte per facilitare le transazioni commerciali hanno valso alla megalopoli cinese la medaglia d'oro a livello globale. Lo scorso anno il valore delle importazione e delle esportazioni passanti per Shanghai ha raggiunto i 6,9 trilioni di yuan, pari al 28,3% del valore nazionale e al 3% del commercio globale. Secondo il People's Daily, il primato della città meridionale - che strappa così lo scettro a Hong Kong e Singapore - sarebbe da attribuirsi agli sforzi messi in campo dalle autorità per snellire la burocrazia, incoraggiare l'e-commerce e sviluppare brand locali attraverso l'istituzione della Free Trade Zone lanciate nel 2013. Le stime per quest'anno scommettono su una crescita degli scambi con l'estero de 20%. 

Taiwan primo paese asiatico a vietare la macellazione di cani e gatti

Martedì, lo Yuan legislativo - il parlamento dell'isola - ha approvato un emendamento all'Animal Protection Act che prevede pene pecuniarie fino a 8.180 dollari per chi consuma o rivende carne di cane e gatto. La multa viene estesa anche a chi produce alimenti che contengono parte degli animali. La proposta di legge, che per diventare effettiva necessita la sottoscrizione del gabinetto e dell'ufficio presidenziale, prevede inoltre due anni di carcere e il versamento di 2 milione di nuovi dollari di Taiwan - rispetto all'attuale sanzione di 1 milione - per chi viene scoperto a maltrattare o seviziare gi animali. Mentre fino a oggi il consumo di carne di cane e gatto risultava vietato in alcune parti del paese, con l'ultimo emendamento la proibizione viene estesa a livello nazionale rendendo l'ex Formosa il primo paese asiatico a bandire la riprovevole usanza. Immediato il paragone con la Cina continentale, dove non solo non esistono leggi contenitive nei confronti del fenomeno, ma viene addirittura tollerato -seppur in via informale - il controverso festival della carne di cane di Yulin.

Rodrigo Duterte fa inversione sul Mar cinese meridionale


"Il Giustiziere" ha annullato la missione sull'isola contesa di Thitu, nell'arcipelago delle Spratly, a pochi giorni dall'annuncio di voler issarvi la bandiera filippina e dare il via alla fortificazione di una decina di isole nelle acque marcate da dispute territoriali tra Cina e vicini rivieraschi. Dal suo tour mediorientale, Duterte ha attribuito il cambiamento di programma alle lamentele cinesi: "Mi hanno detto, non andateci, per favore basta che non ci andiate. Correggerò la mia decisione perché abbiamo a cuore la nostra amicizia con la Cina", ha dichiarato, aggiungendo che eventualmente potrebbe inviare sul posto solo suo figlio. La notizia del tour aveva indotto Pechino - che rivendica circa il 90% del Mar cinese meridionale - ad avvertire che un gesto simile causerà "problemi".


[Fotocredit: Time]

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