In Cina e Asia - Cina e Usa pronti a superare le divergenze

I titoli della rassegna di oggi:

-Tillerson in Cina: Washington e Pechino pronte a superare le divergenze
-Missili e spie cinesi minacciano Taiwan
-Pechino dice addio al carbone
-Prima autoimmolazione del 2017
-Carta igienica solo con riconoscimento facciale
-La Corea del Nord sperimenta (forse) un nuovo propulsore per i missili
-Seul si appella alla WTO contro le ritorsioni cinesi
-Sventato attentato al premier thailandese





Tillerson in Cina: Washington e Pechino pronte a superare le divergenze


Si è conclusa tra strette di mano e promesse di future sinergie la tappa cinese del tour asiatico di Rex Tillerson. Dopo aver visitato Giappone e Corea del Sud nel weekend, il segretario di Stato americano ha incontrato il ministro degli Esteri cinese, il capo del Consiglio di Stato e il presidente Xi Jinping, accolto con tutti gli onori nella Grande Sala del Popolo, in piazza Tian'anmen. In cima all'agenda l'imminente incontro in Florida tra Xi e Donald Trump (che i bene informati danno per inizio aprile), ma sopratutto le provocazioni nordcoreane. Durante la tappa al Sud il segretario di Stato aveva annunciato la fine della «politica della pazienza strategica», tutte le opzioni sono sul tavolo, compreso un attacco armato preventivo. Eppure nonostante i continui appelli di Pechino per una ripresa del dialogo (le sanzioni da sole non possono bastare), Tillerson ha messo in chiaro che gli Stati uniti siederanno al tavolo delle trattative soltanto previo smantellamento del programma nucleare nordcoreano. Un'affermazione che implica il rifiuto della proposta cinese per un compromesso: la sospensione del programma missilistico e nucleare nordcoreano in cambio dell'interruzione delle esercitazioni congiunte tra Washington e Seul.

Alla stampa l'ex presidente di ExxonMobil ha dichiarato che Cina e Usa lavoreranno insieme  «per vedere se siamo in grado di portare il governo di Pyongyang a un punto di svolta, in modo da indurlo a cambiare il proprio corso e ad allontanarsi dallo sviluppo di armi nucleari». Non sono stati forniti dettagli sui futuri step da seguire, in compenso proprio domenica Pyongyang ha annunciato il test di un nuovo motore per missili, definendolo "una grande vittoria».

Mentre gli analisti hanno sottolineato l'inconsistenza delle dichiarazioni d'intenti sino-americane, nel breve termine la visita di Tillerson sembra aver quantomeno disinnescare la tensione causata dall'ennesimo scivolone di Trump che venerdì, sull’amato Twitter, aveva accusato la Cina di aver fornito scarso sostegno sul versante Nord Corea. Secondo diverse fonti, Washington avrebbe al vaglio nuove  «sanzioni secondarie» contro le aziende cinesi colpevoli di continuare a fare affari con Pyongyang in barba alle risoluzioni internazionali.

Grandi assenti Taiwan, il Mar cinese meridionale - nei mesi scorsi Tillerson aveva paragonato l'espansionismo cinese nel turbolento tratto di mare all'annessione russa della Crimea - e i diritti umani, cui il segretario di Stato statunitense ha fatto un breve cenno, evitando di lanciarsi in paternali, come fecero a suo tempo i predecessori Hillary Clinton e John Kerry.

Missili e spie cinesi minacciano Taiwan


L'esercito popolare di liberazione ha dispiegato missili balistici in grado di colpire Taiwan. A rivelarlo è il ministro della Difesa taiwanese che lunedì, durante una riunione parlamentare, ha individuato la minaccia nei missili DF-16, rivelati al mondo durante la parata militare tenutasi a Pechino nel 2015. Con una gittata di circa 1000 chilometri, i vettori sono in grado di colpire l'ex Formosa, le Filippine e l'isola giapponese di Okinawa, dove gli Stati Uniti tengono parcheggiati circa 26mila soldati. Secondo il ministro le intimidazioni cinesi si sono concretizzate nella realizzazione di sei esercitazioni navali e aeree nel Pacifico occidentale, in prossimità dell'isola. Mentre fino ad oggi l'inferiorità militare di Taipei è stata attenuata dalla vendita di armi americane, non è ancora chiarissimo quale sia la posizione dell'amministrazione Trump a riguardo. Da giorni si parla di una nuova consegna di armi sofisticate, ma sull'isola cresce il timore di venire sfruttati come moneta di scambio nel balletto diplomatico tra Pechino e Washington. 

Intanto, secondo Taipei, Pechino avrebbe aumentato le proprie operazioni sotto copertura a Taiwan dopo l'elezione della leader pro-indipendenza Tsai Ing-wen. Wang Ting-yu, presidente del comitato Difesa, sostiene che le spie cinesi agiscono sotto le mentite spoglie di docenti universitari o uomini d'affari e che Pechino sta cercando di seminare il caos all'interno della società taiwanese. La Cina considera l'isola una provincia ribelle che prima o poi sarà riunita alla terraferma, con la forza se necessario.

Pechino dice addio al carbone

Pechino è diventata la prima città cinese a sospendere tutti gli impianti a carbone. Questo vuol dire che al momento tutta l'energia elettrica generata nella capitale cinese deriva da fonti pulite, quali gas naturale e rinnovabili. Una cerimonia ha scandito la sospensione dell'ultimo generatore della Huangneng Beijing Thermal Power Plant. La chiusura dell'impianto, costruito nel 1999, comporterà ogni anno un taglio di circa 1,76 milioni di tonnellate di carbone, 91 tonnellate di biossido di zolfo e 285 tonnellate di emissioni di ossido di azoto. Pechino ha 27 centrali a energia pulita, per una capacità istallata di 11.3 million kilowatts. Questo tuttavia non basta a sopperire alle esigenze dei 30 milioni di residenti, costringendo la municipalità a prendere in prestito elettricità da Hebei e Mongolia Interna, che continuano a dipendere massicciamente dal carbone. All'inizio di gennaio la National Energy Administration (NEA) ha annunciato che la Cina spenderà 361 miliardi di dollari nelle rinnovabili.

Prima autoimmolazione del 2017

In una zona tibetana del Sichuan si è dato fuoco Pema Gyaltsen, un contadino tibetano 24enne, non è chiaro se sia morto o ricoverato in gravi condizioni. Lo riporta Radio Free Asia, secondo cui si tratterebbe della seconda autoimmolazione che avviene in quell'area da quando, nel 2009, questa forma estrema di protesta ha avuto inizio. Con quest'ultimo, gli episodi registrati sono ormai 147. I tibetani che si autoimmolano chiedono di solito il ritorno del Dalai Lama in Tibet e una maggiore autonomia per la regione formalmente autonoma ma sottoposta a uno stretto controllo da Pechino.

Carta igienica solo con riconoscimento facciale

Le toilette del Tempio del Cielo, nota meta turistica di Pechino, hanno cominciato a istallare dispenser di carta igienica con il riconoscimento facciale, una mossa che dovrebbe aiutare a combattere i numerosi furti da parte dei visitatori che invece di limitarsi a utilizzarla sul momento se ne riportavano rotoli a casa. Il nuovo sistema infatti non permette a una persona di prendere più di un tot di carta per almeno 9 minuti. Mentre dall'introduzione del dispenser il consumo di carta è calato del 20%, i tempi di attesa per accedere ai servizi si sono notevolmente allungati. E c'è chi lamenta la perdita della privacy in uno dei pochi luoghi non ancora coperti dalle onnipresenti telecamere della CCTV. Lo scorso anno il governo cinese ha annunciato di voler avviare una completa ristrutturazione per alzare gli standard di 100mila bagni pubblici. Alcuni verranno persino dotati di wifi, televisori e divani. Il tutto per rilanciare l'industria del turismo, per cui il governo ha stanziato oltre 200 miliardi di dollari a dicembre.

La Corea del Nord sperimenta (forse) un nuovo propulsore per i missili

Proprio mentre Xi Jinping incontrava il Segretario di Stato Usa Rex Tillerson, la Corea del Nord ha annunciato di avere testato un nuovo propulsore missilistico  «ad alte prestazioni», che doterà il Paese di un'industria satellitare  «di classe mondiale». La notizia, non confermata da altre fonti, aumenta le preoccupazioni che hanno segnato la visita di Tillerson in Asia Orientale. Gli Stati Uniti hanno detto che sono pronti a usare anche la forza per scongiurare la minaccia nordcoreana, i cinesi insistono sul dialogo.

Seul si appella alla WTO contro le ritorsioni cinesi

Il governo di Seul si è rivolto alla World Trade Organization per sospendere le ritorsioni commerciali messe in campo da Pechino in risposta al dispiegamento del sistema antimissile Thaad in territorio sudcoreano. Una manovra mirata a contenere le minacce di Pyongyang ma che la Cina teme possa influire sulla propria capacità difensiva. Nell'ultimo anno il business sudcoreano oltre la Muraglia è stato duramente colpito, come mostra la chiusura di una ventina di attività commerciali di Lotte Group, l'azienda proprietaria del lotto su cui verrà istallato lo scudo missilistico. La denuncia formale è stata sporta alla fine della settimana scorsa, dopo nuove restrizioni nel settore turistico e della distribuzione, ha annunciato questa mattina il ministro del Commercio. La possibilità di un incontro diretto tra i rispettivi ministri delle Finanze presenti al G20 di Baden-Baden è tramontato a causa delle reticenze cinesi. La posizione dura mantenuta dalla leadership cinese continua a trovare appoggio a livello popolare, come evidenzia la diffusione di due video ritraenti bambini delle scuole elementari cinesi boicottare l'acquisto di snack sudcoreani su istigazione dei propri insegnanti.

Sventato attentato al premier thailandese 

La polizia thailandese ha arrestato nove persone colpevoli di aver attentato alla vita del premier Prayuth Chan-ocha. Lo ha dichiarato domenica il capo della polizia Jakthip Chaijinda, secondo il quale sabato decine di fucili e granate, e migliaia di munizioni sono state rinvenute presso un'abitazione appartenente a Wuthipong Kochathamakun, leader delle  «camice rosse", gruppo politico favorevole a un ritorno dell'ex primo ministro in esilio Thaksin Shinawatra. Nel 2014 la sorella Yingluck è stata deposta con un colpo di stato che ha portato al potere la giunta militare. Mentre non sono state fornite prove concrete a sostegno del complotto armato, la polizia ritiene che le note minacce di Wuthipong nei confronti del premier siano sufficiente ad avvalorare le accuse.

[Fotocredit: Time]


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