Dragonomics - Arriva la "Bond connection"

Pechino apre il proprio mercato obbligazionario onshore. In chiusura dell'Assemblea nazionale del popolo il premier Li Keqiang ha annunciato l'avvio di una nuova connessione con Hong Kong che permetterà di acquistare debito cinese




Il collegamento tra le borse cinesi e Hong Kong si arricchirà entro la fine dell’anno di una nuova connessione che darà agli investitori internazionali la possibilità di accedere attraverso l’ex colonia britannica al mercato obbligazionario onshore. L’annuncio è stato dato dal primo ministro Li Keqiang, nel corso della conferenza conclusiva dell’Assemblea nazionale del popolo, riunita a Pechino per l’annuale sessione plenaria. L’incontro è stata occasione per ribadire che l’economia cinese non rischia di andare incontro a un brusco atterraggio, ipotizzato negli ultimi anni da molti analisti. L’obiettivo di crescita attorno al 6,5% indicato dal governo non è «né basso né facile da raggiungere», ha spiegato il premier, rassicurando comunque la platea. «Da punto di vista degli investimenti la Cina è in salute», spiega Simon Ward, capo economista di Henderson Global Investors, «Sono ottimista sulla capacità del Paese di centrare gli obiettivi che si è dato».

La nuova connessione con l’ex colonia britannica si inserisce nel graduale processo di apertura dei mercati finanziari cinesi. Nel 2010, la People’s Bank of China ha lanciato un programma pilota che consente a un numero ristretto di istituti stranieri di investire nel mercato obbligazionario interbancario, tra questi le banche centrali estere. Due anni fa è stato semplificato il processo di presentazione per gli istituti centrali e i fondi sovrani interessati, passando dall’autorizzazione alla registrazione. Il sistema è stato infine ampliato nel 2016 a tutti i tipi di istituti finanziari con un orizzonte a medio termine, aprendo quindi a banche assicurazioni e asset manager. Quello cinese è il terzo mercato obbligazionario al mondo, la quota di debito cinese in mano a investitori stranieri è però ancora ridotta. «I titoli cinesi sono destinati a diventare una componente fondamentale dei portafogli internazionali», commenta Justin Chan, Co-Head of Markets per l’Asia e il Pacifico di Hsbc. «Rendimenti più elevati, l’inclusione dello yuan tra i diritti speciali di prelievo (il paniere di valute del Fondo monetario internazionale), oltre ad un nuovo percorso d’investimento in una delle economie in più rapida crescita al mondo, sono tutti fattori che suggeriscono maggiori investimenti esteri in obbligazioni cinesi». Per questo Hsbc si aspetta che la quota di mercato dei titoli di Stato onshore posseduta da investitori stranieri crescerà dall’attuale 2% al 10% nei prossimi due anni, pari a circa 100 miliardi di dollari di afflussi al mercato. «Non va dimenticato che la Cina è uno dei maggiori detentori di debito statunitense», ricorda Steve Drew, responsabile del Emerging Market Credit di Henderson.

Negli ultimi mesi Pechino ha perso questo primato, superata dal Giappone. «La prossima apertura della connessione darà alla Repubblica popolare l’opportunità di riequilibrare tale esposizione», ha aggiunto Drew, convinto che la mossa cinese serva ad aumentare la propria influenza dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Al momento mancano tuttavia i dettagli su come la connessione prenderà forma. Con un comunicato la borsa di Hong Kong ha salutato con favore l’annuncio, spiegando di essere già a lavoro per i preparativi.

Scritto per MF Milano-Finanza

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