In Cina e Asia - Rapporti Usa-Cina, Li richiama agli interessi comuni

I titoli di oggi della nostra rassegna: 
- Usa, crescita e congresso: le sfide della Cina nel 2017
- Tillerson in Asia: Corea del Nord e Thaad in agenda
- Corea del Sud, Park interrogata prossima settimana, elezioni il 9 maggio
- Taiwan «deve difendersi»
- Cina, 3 milioni di morti in meno se migliorano gli standard dell’aria




Usa, crescita e congresso: le sfide della Cina nel 2017
A un mese dalla visita di Xi Jinping negli Stati Uniti, Li Keqiang usa toni conciliatori per descrivere le relazioni tra Cina e Stati Uniti. «Cina e Stati Uniti hanno interessi comuni estesi, anche se è vero che possono esserci alcune divergenze tra i due paesi», ha detto Li nel tradizionale discorso al termine del lianghui, l’appuntamento annuale in cui si riunisce il parlamento cinese. Il premier cinese ha poi aggiunto: «Credo che sia importante tenere fede agli interessi strategici e dialogare l’uno con l’altro per migliorare la comprensione reciproca e la fiducia». il premier ha anche citato la questione nordcoreana — richiamando ancora una volta al dialogo con Pyongyang — e la crescita cinese. L’economia, secondo Li, deve crescere a ritmi sostenuti — previsto per quest’anno un +6,5 per cento — per dare lavoro a 11 milioni di persone, tra migranti dalle campagne e laureati. Una sfida non facile che sarà alla base della transizione del prossimo congresso del Partito il prossimo autunno. 


Tillerson in Asia: Corea del Nord e Thaad in agenda
Intanto il segretario di stato Usa Rex Tillerson arriverà oggi a Tokyo per il suo primo viaggio diplomatico in Asia orientale. La spedizione desta molte curiosità, in particolare per vedere all’opera l’ex dirigente Exxon, che prima di essere scelto da Trump come capo della diplomazia Usa non aveva mai ricoperto incarichi pubblici. In agenda Tillerson ha un incontro con il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il ministro degli Esteri Fumio Kishida. Poi, volerà in Corea del Sud, nel pieno di una crisi politica che ha portato alla destituzione della presidente Park Geun-hye e alla convocazione di elezioni anticipate a maggio. Infine Tillerson volerà a Pechino dove incontrerà il presidente Xi Jinping e i vertici diplomatici. Sul tavolo diverse questioni spinose: la situazione nordcoreana e l’utilizzo del sistema antimissilistico Thaad, su cui si sono innestate negli ultimi mesi tensioni diplomatiche sull’asse Washington-Pechino.


Corea del Sud, Park interrogata prossima settimana, elezioni il 9 maggio
La presidente Park Geun-hye è stata convocata per un interrogatorio nell’ambito delle indagini che hanno portato alla sua destituzione la scorsa settimana. Su di lei pesano le accuse di corruzione e in particolare di aver permesso alla sua confidente Choi Soon-sil di averla usata per ottenere finanziamenti dai principali conglomerati sudcoreani — Samsung e Lotte tra gli altri — per la sua fondazione privata. Park avrebbe inoltre promosso politiche a favore dei finanziatori di Choi e permesso alla stessa Choi di avere voce in decisioni importanti per lo stato. Sarà la quarta leader del suo paese a essere interrogata per sospetti illeciti commessi nel corso del proprio incarico. L’ultimo in ordine di tempo, Roh Moo-hyun si suicidò gettandosi da una rupe dopo essere stato interrogato per corruzione. Intanto è stata resa nota la data delle elezioni: 9 maggio.


Taiwan «deve difendersi»
Un recente rapporto del governo taiwanese visionato in esclusiva da Reuters suona un campanello d’allarme circa lo sviluppo militare e dalle recenti attività dell’esercito del paese di mezzo intorno all’isola e nello stretto di Formosa. Il documento sottolinea peraltro l’incertezza posta dal nuovo governo Usa che ancora non ha delineato una chiara strategia e dall’espansione delle capacità militari del Giappone. Di conseguenza, si legge nel rapporto, Taiwan deve sviluppare proprie capacità di autodifesa. Il rapporto nelle ore in cui fa discutere la notizia secondo cui la Cina starebbe costruendo nuovi avamposti militari nel Mar cinese meridionale Un richiamo all’indipendenza taiwanese propugnata dall’attuale governo democratico ma che non piace a Pechino. Dalla capitale cinese, il premier Li Keqiang fa sapere, infatti, che la Cina non riconoscerà mai l’indipendenza di Taiwan ma manterrà la pace nello stretto. 


Cina, 3 milioni di morti in meno se migliorano gli standard dell’aria
Un gruppo di scienziati del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Pechino ha richiamato all’applicazione di standard più severi sull’inquinamento atmosferico spiegando che se la Cina applicasse le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità si potrebbero prevenire tre milioni di morti all’anno. La ricerca è stata pubblicata nel British Medical Journal. Molte città cinesi soffrono infatti di cronici problemi di inquinamento atmosferico con concentrazioni di particelle inquinanti come i PM10 sopra livelli di guardia. Secondo la ricerca, 4,4 delle 8,6 morti al giorno per distretto nelle 38 città oggetto dello studio vengono causate da malattie cardio-respiratorie. In generale, alte concentrazioni di PM10 portano a un incremento dello 0,44 per cento della mortalità totale. Per lo studio è Urumqi, capitale dello Xinjiang, nell’estremo ovest della Cina, la città più inquinata.

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