Sunday Morning - Ritual Day: Devila Grantha

Sarà mai possibile mescolare buddhismo e black metal? A Pechino e dintorni pare proprio di sì, almeno ascoltando il tanto atteso (14 anni) secondo album dei Ritual Day, che per non faci mancare nulla aggiungono anche un po' di ritmo. E ovviamente, tanta oscurità.








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Sly Lake, il loro album di debutto, fu uno dei primi dischi cinesi pubblicati all'estero, grazie a quell'«internazionalismo metal» che anima una sottocultura globale. Oggi, la band di Pechino torna dopo ben 14 anni rispolverando la migliore tradizione del metal estremo e sforna il suo secondo album. Devila Grantha abbraccia dalle prime note il buio, il lato oscuro della forza che più oscuro non si può, ma non solo: gli undici pezzi strizzano l'occhio al ritmo, mentre compare quasi ovunque un'inflessione buddhista che si materializza in lunghe note di canto armonico («di gola»). Immaginate una nuova setta lamaista, parecchio esoterica, che fa le prove all'interno di una caverna. Ecco.

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