Xi Jinping

 Candidato assoluto a essere nuovo segretario e presidente. Principino, di lui si sa ben poco, se non che studia da Presidente fin da quando divenne responsabile dell'organizzazione delle Olimpiadi. Recentemente è scomparso per tre settimane, pare, per chiedere al Partito di porre fine alle guerre interne e decidere l'immediato futuro del paese.

Li Keqiang

Candidato al ruolo di premier, viene dalla carriera politica nella Lega dei Giovani Comunisti, feudo politico di Hu Jintao. Soprannominato Li "Tre Incendi", a causa di tre incendi scoppiati in occasione del suo insediamento in ruoli istituzionali.

Zhang Gaoli

Tra le personalità che si sono distinte di più nelle conferenze stampa ai margini dell'Assemblea nazionale del popolo in molti segnalano Zhang Gaoli, il capo del Partito di Tianjin, città che lo scorso anno ha condiviso il record nazionale di crescita con Chongqing, il cui modello è ormai caduto in disgrazia assieme al suo fautore Bo Xilai.

Zhang Dejiang

Nome tra i più gettonati è Zhang Dejiang, chiamato a sostituire Bo Xilai come capo del Partito di Chongqing. Anch'esso economista, anch'esso 65enne e anch'esso legato a Jiang Zemin. È stato segretario del Partito della regione del Guangdong, ma soprattutto è noto per aver gestito (male, sostengono i critici) l'emergenza Sars nel 2003.

Wang Yang

Chi sembra uscire vincente dalla confusa vicenda Chongqing è, il già nominato predecessore e acerrimo nemico di Bo Xilai, Wang Yang. 57 anni, e capo del Partito della regione del Guangdong, è legato all'attuale presidente Hu Jintao. Dal 2007 è membro del Politburo, e si è sempre distinto per una leadership decisamente easy-going e democratica per gli standard del Partito.

Liu Yunshan

Un'altra figura che si è distinta negli ultimi dieci anni è Liu Yunshan, 64 anni e dal 1993 nel dipartimento di Propaganda del Partito di cui è attualmente segretario. Ha saputo tenere sotto controllo i media e ha saputo far crescere internet fino a fargli raggiungere gli attuali 450milioni di utenti.

Wang Qishan

A 63 anni, Wang Qishan è il più giovane degli attuali quattro vice premier, ed è tra i preferiti degli investitori stranieri ed è stato a lungo considerato l'uomo che risolve i problemi: dalla crisi del debito in Guangdong alla gestione delle Sars nella città di Pechino e alla preparazione della stessa città alle Olimpiadi.

Li Yuanchao

Li Yuanchao, 61 anni, è a capo del dipartimento che cura l'organizzazione del Partito, una carica che molte delle personalità più importanti del Pcc, incluse Mao Zedong e Deng Xiaoping, hanno ricoperto prima di lui. Sua padre è stato vicesindaco di Shanghai e si dice che sia un politico talmente astuto da essere benvoluto sia dalla fazione della Lega dei giovani comunisti legata a Hu Jintao, sia a quella dei cosiddetti principini.

Yu Zhengsheng

Yu Zhengsheng ha il pedigree del comunista perfetto ed era una stella nascente della politica cinese, fino a quando suo fratello, che era un agente segreto, scappò in America a metà degli anni '80. Solo le sue relazioni personali con il figlio di Deng Xiaoping lo salvarono dall'oblio politico.

Liu Yandong

L'unica donna attualmente ad avere un seggio al Politburo. Liu Yandong è legata a doppio filo a Hu Jintao ed è essa stessa una principina.

Recentemente è stata molto apprezzata per aver incoraggiato la cooperazione scientifica con l'Occidente. Ma nel suo caso, l'età potrebbe giocare a suo sfavore. A 66 anni potrebbe aspirare a un solo mandato.

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Pechino, 15/11/2012

I sette uomini salgono sul palco.

Flash a ripetizione.

Le telecamere cristallizzano l’istante, nelle prossime ore lo trasmetteranno fino alla nausea alla Cina e al resto del mondo.

I sette uomini sul palco sono appena assurti al Comitato Permanente del Politburo del Partito comunista cinese. Traduzione dal burocratese mandarino: non rispondono a nessuno, se non al delicato gioco di veti incrociati che possono esercitare tra di loro in caso di disaccordo.

Gotha. Vertice. Sommità.

“Potere Assoluto”: se la tv di Stato CCTV potesse concedersi qualche spregiudicatezza, questa sarebbe la didascalia più indicata.

C’è Li Keqiang, il nuovo premier: per un momento le luci azzurrine delle telecamere si riflettono sulle lenti degli occhiali alla Harry Potter, e lo fanno sembrare più vecchio. “Li Tre Incendi” pare infastidito, ma è questione di un attimo, e torna a cantare con aria assorta.

C’è Zhang Dejiang, il dirigente al comando della megalopoli di Chongqing dal marzo scorso, depositario di segreti inconfessabili su tutti gli avvenimenti dell’ultimo anno.

C’è Wang Qishan, l’economista illuminato, l’uomo che negli anni ’90 ha salvato le banche cinesi dalla bancarotta.

A chiudere, il capo di Shanghai Yu Zhengsheng, il boss della metropoli di Tianjin Zhang Gaoli, e infine Liu Yunshan, che controlla i media cinesi dalla sua poltrona al Dipartimento Propaganda.

Il brusio rimbomba per i corridoi della Grande Sala del Popolo. Qui ogni elemento sembra studiato per incutere soggezione. I marmi bianchissimi ispirano gelo, i lunghi tappeti rossi paiono snodarsi per chilometri e chilometri e trasmettono un senso di spaesamento. Lampadari enormi pendono sulle teste della platea come giganteschi ragni opalescenti. E, su tutto, lo scudo con il simbolo cinese che incombe sulla Sala enorme per ricordare a ognuno sempre lo stesso messaggio: il Partito è immensamente potente, il Partito è una macchina che si auto perpetua e solo il Partito può guidare la Cina. Se sei straniero, ricordalo. Se sei cinese, accetta di fare la tua parte come ingranaggio del Partito, e forse un giorno potrai trovarti su quel palco. Rifiuta, e sarai schiacciato.

Il conclave dei leader massimi è finito qualche ora fa, ora la liturgia del potere cinese è quasi completa.

Il segretario Hu Jintao sta per passare il testimone al suo successore.

Ieri, da un posto d’onore, il grande vecchio Jiang Zemin osservava sornione: ha 86 anni, non occupa più nessuna carica attiva, ma in qualche misura questa transizione porta anche la sua firma.

Xi Jinping, il nuovo segretario del Partito Comunista Cinese si avvicina, sulle labbra il solito mezzo sorriso enigmatico. Riceve ufficialmente l’investitura.

Adesso è lui il numero uno, e assieme agli altri sei membri del Comitato Permanente deve trasmettere coesione e armonia. Dai suoi gesti non può trasparire nessun segno d’indecisione. Sta per pronunciare un discorso.

Gotha. Vertice. Sommità.

Il nuovo decennio cinese è nato, ed è nelle mani di questi sette uomini. Ma la levatrice che lo ha cavato dalle profondità più nascoste del potere possiede fattezze misteriose.

Tra i corridoi di Zhongnanhai –dove risiedono tutti i massimi dirigenti del Partito- si è giocata una partita silenziosa e micidiale. Mesi di affondi, parate, stoccate, e contrattacchi, consumati in un clima teso da resa dei conti.

Dalla notte tra il 6 e il 7 febbraio a oggi il travaglio è durato esattamente 283 giorni. Molte vittime sono rimaste sul campo.

Forse la levatrice ha il volto di una donna cinese, un tempo affascinante, che adesso giace rinchiusa in una prigione segreta. Forse ha le mani di un poliziotto, mani esperte, mani che hanno praticato decine e decine di autopsie, più adatte alla morte che a dare la vita. Potrebbe essere una levatrice cieca, con gli occhi spenti di un dissidente che ha sfidato le autorità, e adesso si trova al di là dell’oceano, in America.

Tutte queste figure indistinte hanno contribuito alla nascita del nuovo decennio cinese, un immenso edificio che si regge anche su due fondamenta nascoste: il cadavere di un uomo britannico e il corpo di un leader un tempo potente, oggi in rovina.

Il sorgere del potere assoluto esige i sacrifici.

*Antonio Talia, I giorni del Dragone. Un anno di intrighi politici a Pechino, edizioni Informant (2,99 euro), prefazione di Aldo Giannuli. Nei prossimi giorni sarà disponibile presso tutti i principali negozi online.
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Gotha. Vertice. Sommità

Gotha. Vertice. Sommità

ANTONIO TALIA*

I giorni del Dragone. Un anno di intrighi politici a Pechino, è il nuovo libro del corrispondete di AgiChina24 a Pechino. Racconta un anno di scandali, intrighi e incidenti diplomatici. China Files vi regala in anteprima il prologo (per gentile concessione dell'autore e della casa editrice Informant).

17 Nov 2012RIEPILOGO

 

China Files chiude ufficialmente il suo speciale sul XVIII congresso. Ecco un breve riepilogo del lavoro svolto nella settimana di Shibada dal team di China Files.

Per cominciare, le vignette di Crazy Crab. Ogni giorno Caratteri Cinesi ha tradotto per Internazionale le vignette, che trovate qui.

Di seguito, poi, il riepilogo degli articoli pubblicati durante la settimana di Shibada sui quotidiani cartacei e online italiani. Buona lettura.

17 NOVEMBRE
Sette nuovi timonieri per la Cina del XXI secolo (Pubblico) di Cecilia Attanasio Ghezzi



16 NOVEMBRE
Xi, novità solo di facciata (Lettera 43) di Gabriele Battaglia
I sette piccoli Timonieri cinesi (Il Fatto Quotidiano) di Simone Pieranni



15 NOVEMBRE
Rassegna del 15 novembre (Internazionale)
No al rinnovamento. Ha vinto Jiang Zemin, l'andreotti d'Oriente (Linkiesta) di Simone Pieranni e Gabriele Battaglia
Xi Jinping è presidente (Il Fatto Quotidiano Online) di Simone Pieranni
Il Pcc cambia volto (Lettera43) di Simone Pieranni
Wang Qishan, il fustigatore (Lettera43) di Gabriele Battaglia
Gotha. Vertice. Sommità di Antonio Talia

14 NOVEMBRE
Rassegna del 14 novembre (Internazionale)
Dalai Lama nel mirino della stampa (Il Fatto Quotidiano Online) di Simone Pieranni
Pechino a congresso (Alfabeta2) di Simone Pieranni
I "papabili" di Simone Pieranni

13 NOVEMBRE
Rassegna del 13 novembre (Internazionale)
Da una donna a tre incendi ecco chi governerà la Cina (Linkiesta) di Simone Pieranni
Democrazia alla cinese (Lettera43) di Gabriele Battaglia
Amor patrio e soft power di Gabriele Battaglia

12 NOVEMBRE
Rassegna del 12 novembre (Internazionale)
Quintuplicata la spesa militare (Il Fatto Quotidiano Online) di Simone Pieranni
Pcc, Hu Jintao perde l'esercito (Lettera43) di Gabriele Battaglia
Decennio prospero, ma ora le riforme di Beniamino Natale

11 NOVEMBRE
Rassegna dell' 11 novembre (Internazionale)
Il Pcc si dà all'henné di Gabriele Battaglia

10 NOVEMBRE
Rassegna del 10 novembre (Internazionale)
Attuare le riforme? Una perdita di tempo (Pubblico) di Cecilia Attanasio Ghezzi


Quanto sono "social" i leader cinesi? di Simone Pieranni

9 NOVEMBRE
Rassegna del 9 novembre (Internazionale)
Il politico di razza che non arriverà al Politburo è donna (Il Fatto Quotidiano Online) di Simone Pieranni
Hu: "Il partito rischia di morire" (Il Fatto Quotidiano) di Simone Pieranni

Cambio della guardia a Pechino (Internazionale) di Isun Affairs tradotto da China Files


Pcc, è l'ora delle epurazioni (Lettera43) di Cecilia Attanasio Ghezzi
Chongqing non è mai stata un modello di Cecilia Attanasio Ghezzi

8 NOVEMBRE
Rassegna del 8 novembre (Internazionale)
Corruzione, la sfida del Pcc (Lettera43) di Cecilia Attanasio Ghezzi
Hu Jintao, la lotta alla corruzione (Il Fatto Quotidiano Online) di Simone Pieranni
Aperto il XVIII congresso del Pcc di Simone Pieranni
Shibada, il rito cinese di Cecilia Attanasio Ghezzi

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